(n.a.) Più massimo Troisi che Elton John, con il quale il sindaco, Pinuccio Tarantini, ricomincia da tre. Tante, infatti, le conferenze stampa per parlare del tormentone del suo concerto a Trani.
La prima era andata in scena il 3 giugno, al palazzo di città, con la premiata ditta dei Bat sindaci-parlamentari-presidenti, Tarantini-Carlucci-Ventola, ad innaffiare di inguaribile ottimismo un evento prima annunciato, poi clamorosamente respinto al mittente il 20 luglio, nella seconda conferenza stampa, del solo Tarantini, a presentare l’Estate tranese e cospargersi il capo di cenere recitando un coraggioso “mea culpa” per un evento che non conveniva più per i costi esorbitanti e tante altre ragioni ancora.
Ma quando ci sono di mezzo i grandi cantanti ed i carrozzoni dei manager al seguito, mai dire mai. Così, sabato prossimo, terza convocazione dei giornalisti per il nuovo «nunzio vobis gaudium magnum: habemus Elton».
Con Tarantini, si affacciano questa volta sulla ribalta il dirigente comunale del settore, Maria Dettori, e Nando Sepe dell’omonima agenzia che organizza l’evento a Trani, scatola della matrioska “D’Alessandro & Galli”, sul cui sito (ma non ancora su quello del cantante) è finalmente apparsa la data di Trani: 22 settembre.
L’evento si terrà sul piazzale del Monastero di Colonna, si annunciano almeno 3mila persone, i biglietti costeranno fra gli 80 ed i 150 euro, gli organizzatori pagheranno la star quindici giorni dopo incamerando interessi bancari importanti e traendo da questi, soprattutto, gli utili che favoriranno il loro margine di guadagno.
Non sappiamo se anche Trani parteciperà a questa dispensa di beni. Al momento è vero il contrario: per “Elton John… e tre” se ne vanno 40mila euro, 10mila dei quali dovrebbero (condizionale d’obbligo) essere ristorati dalla Provincia. L’impegno spesa dei due enti resta complessivamente di 60mila euro, ma intanto noi ne anticipiamo altri 10mila per gli altri.
Quando si presentò l’Estate tranese, il sindaco affermò che con i 30mila euro risparmiati per Elton si sarebbe fatto il Natale tranese. Se la brava dottoressa Dettori non avrà soldi in capitolo, fra meno di tre mesi rischiamo un Natale di luci fioche dopo un’Estate tranese diventata, ora sì, esageratamente costosa: 540mila euro per un “troppo” che aveva un senso fino a quando doveva “coprire” il mancato concerto di “Rocket man”, ma che adesso diventa un “troppo”, e basta, perché Elton John arriva lo stesso.
Sicuramente in Italia ci sarà gente disposta a spendere per venire a Trani, riempire la piazza e fare del concerto un evento di successo. Ma il modo in cui si arriva a questo concerto è il meno entusiasmante: dall’ottimismo innaffiato al concerto annacquato. Spentisi i riflettori, forse se ne avrà una sensazione più chiara.
