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Dalla mostra "Il Pendio" di Corato, due ragazzi di Trani spiccano il volo

Dario Agrimi e Donato Spinelli, due giovani artisti tranesi, vincono a Corato la XLII Edizione de “Il Pendio”: la mostra d’arte per i giovani artisti del Mezzogiorno d’Italia. “Il Pendio”, in questa estate coratina 2010, giunge alla XLII edizione e riempie ancora il centro storico di arte, cultura e tradizione. Ritrovata ormai da tre anni la sua storica collocazione, la mostra-concorso è ricca di tinte fresche ed energiche, tipiche della generazione che ancora non ha compiuto 35 anni.

Oltre 70 firme si sono iscritte al concorso: non solo pugliesi. Tra gli artisti figurano giovani provenienti dal circondario barese, ma anche leccesi e brindisini. Con notevole orgoglio per gli organizzatori, si affacciano quest’anno sul palco del Pendio anche artisti del Lazio e della Campania. Gli esperti del settori sanno che dalle fila del Pendio sono emersi molti nomi ormai quotati del mondo dell’arte: è questo un valore aggiunto della mostra che lascia pieni di soddisfazione i due giovani artisti tranesi. Il Pendio è a tutti gli effetti un trampolino di lancio. Ad Agrimi e Spinelli inoltre, sono giunti inoltre i premi di maggior valore economico.

«Sono molto contento per questo premio e soprattutto perché nel nostro territorio esiste questo tipo di iniziativa. La mia è una tecnica sperimentale è mi fa molto piacere l’apprezzamento della giuria»: così il trentenne Agrimi commenta il suo primo premio per l’opera “Ombra”. A lui va il premio di 1500 euro e il commento del critico d’arte Vito Cracas: «La sintesi lineare della slanciata figura, senza orpelli, esaltata nello spazio temporale dall’ombra che ne mette in risalto le recondite intuizioni, permette di intravederne le movenze ed i reconditi pensieri».

Sulla stessa linea anche Spinelli: «Voglio ringraziare tutta l’organizzazione della mostra: il Pendio è una delle poche manifestazioni che da spazio e visibilità ai giovani artisti come noi». L’opera della sua giovane mano si intitola “Io tutto”, e si aggiudica il secondo premio pari a 1000 euro. Molto incisive le righe dedicate a lui da Cracas: «La recondita intimità e la pudica malizia dell’intimismo adolescenziale della fanciulla traspare dal meditabondo viso esaltato, dall’intelligente monocromatismo, nella semplicità dell’apparente figurazione».

La storica manifestazione coratina è nata nel 1962 grazie a due instancabili della cultura: Cataldo Leone e Franco Mosca. Con loro, la mostra prese il nome del luogo in cui veniva allestita: il caratteristico “Pendio-Brisighella”, nel cuore del centro storico, da poco rimesso a nuovo. Ormai da anni è l’associazione Pro Loco “Quadratum” ad organizzare e gestire la mostra. Grande entusiasmo si legge nelle parole del suo presidente Gerardo Strippoli: «Il nostro primo ringraziamento va ai partecipanti: al loro estro creativo risponde sempre un larghissimo pubblico interessato e partecipe. Tutta l’associazione è in fermento, e di ciò ringrazio ogni componente: senza il lavoro volontario di ognuno di noi, il Pendio non sarebbe realtà».

Nella serata inaugurale di mercoledì, al taglio del nastro hanno fatto seguito notevoli consensi di pubblico e di critica. Già numerosi sono gli apprezzamenti giunti per il catalogo, sempre atteso dagli artisti e dai visitatori. Tinte di assoluta grazia ed eleganza si sono aggiunte alla serata inaugurale grazie ad una madrina d’eccezione, Maria Teresa Padula: insegnante dell’Accademia di Belle Arti di Brera, scenografa dalla matita raffinata ed estremamente interessante, ha fatto dono della sua presenza riservata, emozionata ed affettivamente coinvolta. Con una voce semplice e densa di emozione ha confessato: «Sono molto affezionata a questa mostra: io stessa ho mosso qui i miei primi passi».

Nella serata di ieri, tra le altre, sono intervenute anche le telecamere Rai: è la dimostrazione che per promuovere il territorio, l’arte e la cultura possono essere un buon motore trainante.


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