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Ridimensionamento Aqp Trani, i dipendenti sul piede di guerra

La strategia dei vertici Aqp di approfittare del mese di Agosto, sperando in una scarsa reazione dei lavoratori assenti per ferie estive, per imporre le proprie scelte, rivolte sostanzialmente alla diminuzione dei posti di lavoro e ad un illogico accentramento delle attività, questa volta non ha ottenuto il risultato sperato.

I lavoratori della Unità territoriale di Trani, riuniti in assemblea generale convocata dalle Rsu il giorno 30/08/2010, respingono con forza lo scellerato disegno aziendale che tende, attraverso l'assorbimento dell'Ut di Trani da parte di quella di Bari ad un forte ridimensionamento della presenza di Aqp sul territorio della Bat, riducendosi di fatto ad una mera rappresentanza operativa priva di autonomia e potere decisionale.

Condividendo pienamente quanto già evidenziato dai colleghi della Ut di Brindisi, anch'essi vittime di analogo "processo peggiorativo" con l'assorbimento da parte dell'Ut di Taranto, i lavoratori dell'Ut di Trani sottolineano come, grazie all'attuale modello organizzativo, costituito dalla presenza sul territorio delle figure manageriali e intermedie nonché della capillare presenza del personale operativo, si è riusciti sin qui a garantire tutti i servizi e assicurare che gli stessi siano rispondenti agli standard di qualità cui ha diritto la cittadinanza servita. E' proprio lo scambio continuo e tempestivo di informazioni tra Manager, Capi Area e Personale Operativo che garantisce risposte tempestive e corrette e pronte soluzioni ai tanti problemi quotidiani, oltre che assicurare un rapporto corretto e funzionale con le istituzioni.

I lavoratori di Trani ritengono, inoltre, doveroso rappresentare a tutte le istituzioni territoriali e alla cittadinanza interessata i veri effetti che, qualora l'operazione voluta dai vertici Aqp andasse in porto, causerebbe sul territorio della neonata Provincia e che si possono sintetizzare in:

• ricadute negative sulle imprese locali che faticherebbero non poco a rimanere

nell'indotto, avvantaggiando quelle baresi;

• riduzione degli investimenti sul territorio;

• riduzione dell'occupazione: ogni unità lavorativa trasferita a Bari rappresenta la perdita di un posto di lavoro nel territorio;

• depauperamento continuo e progressivo della presenza di Aqp sul territorio della Bat: una volta avviato, il processo proseguirà con step successivi di chiusura di uffici di comprensorio e ulteriore ridimensionamento dell'intera struttura.

I lavoratori della Ut di Trani denunciano, inoltre, la non corretta informazione sin qui fornita dai vertici Aqp in occasione dei numerosi incontri ufficiali tenutisi con i rappresentanti delle istituzioni territoriali (sindaci, presidente della Provincia, consiglieri regionali, ecc...) ai quali è stato garantito che «… è in previsione solo lo spostamento del dirigente di area (?), le cui funzioni saranno delegate al personale responsabile presente nella sede di Trani».

II vero progetto Aqp non prevede questo. Infatti, nel progetto presentato alle organizzazioni sindacali regionali, il giorno 28/07/2010 si legge che la figura del manager presso la sede di Trani è soppressa, le funzioni saranno assunte dal manager di Bari, analogamente le aree di staff e l'area assistenza clienti di Trani verranno soppresse con il trasferimento delle relative funzioni a Bari.

È giudizio unanime di tutti i lavoratori che dopo aver "decapitato" la struttura, lo step successivo non potrà che essere quello di trasferire a breve anche le competenze tecniche a Bari. Lascia, inoltre, perplessi l'atteggiamento aziendale di aver tenuto sin qui nascosta una componente chiave del programma di ristrutturazione delle Ut e che consiste nella creazione, sancita da ordine di servizio del 25/08/2010, di un gruppo di lavoro centralizzato presso la direzione commerciale, dedicato alla gestione dei plichi contrattuali. Il trasferimento di questa attività, attualmente di competenza delle Ut, non avrà altro risvolto che ulteriore depotenziamento delle funzioni delle stesse e trasferimento presso la sede di Bari di ulteriore personale. Il convincimento di tutti è che la proposta riorganizzativa aziendale non solo non risponde ai criteri di efficienza ed economicità millantati dal management, ma a medio termine sfocerà in un sicuro fallimento con inevitabile ricaduta sul servizio erogato.

Associandosi a quanto correttamente espresso dai lavoratori della Ut di Brindisi, i lavoratori di Trani

Chiedono

al presidente Vendola, all’assessore Amati, al presidente dell'ATO, ai Parlamentari, al presidente della Provincia, ai sindaci, agli assessori e consiglieri regionali, provinciali e comunali, alle segreterie di partito, alle associazioni di consumatori di:

bloccare ed annullare definitivamente questo vergognoso progetto a tutela e salvaguardia del territorio della Bat. L'idea che la necessità di un cambiamento coincida sempre e solo con la riorganizzazione del personale, genera una situazione di permanente incertezza ed un degrado del senso di appartenenza aziendale;

verifìcare la congruità tra il nuovo modello organizzativo e quanto riportato nella rimodulazione del piano d'ambito 2010-2018;

imporre all'ente gestore di dotarsi di una struttura centrale snella ed agile e ribadire la necessità di potenziare e non depauperare le Unità territoriali dotandole di forte autonomia decisionale per lo svolgimento del Servizio idrico integrato;

confermare come corretta l'individuazione di 6 Ut (e non 4 come da progetto riorganizzativo) distinte e separate (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Trani) quale modello organizzativo adeguato all'erogazione del Sii;

rinviare qualunque decisione in merito all'assetto di Aqp al periodo successivo all'approvazione della Legge regionale sulla pubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese in modo da consentire al nuovo Cda ed a tutti gli organismi di rappresentanza e sorveglianza previsti di esprimere il proprio parere in merito,

riaffermare il principio per cui il profitto (in questo caso neanche quello) non è l'unico fine di Acquedotto pugliese, ma che uomini ed organizzazioni devono essere funzionali al bene comune.

 

I LAVORATORI DI ACQUEDOTTO PUGLIESE

UNITA' TERRITORIALE DI TRANI


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