Le foto ci vengono segnalate dai volontari della folgore di Trani e le immagini dovrebbero chiarire i quesiti posti ieri dalla pubblicazione del video e dall'articolo correlato. Alle spalle dell'isola ecologica, quindi fuori da recinto, qualcuno ha scavato una profonda buca in cui ha riversato materiale di scarto, anche plastiche e gomma (il fumo nero del video già preannunciava questa eventualità) creando una sorta di "inceneritore fai da te", secondo la felice definizione suggerita dallo stesso Di Lauro, responsabile dell'associazione di volontariato.
Ma non è tutto. Nella nota di Di Lauro si fa strada un'altra ipotesi inquietante, ovvero che in quella zona, già fortemente segnata dalla presenza di diverse attività industriali, si riversino fanghi provenienti dalla lavorazione dei marmi. Anche in questo le immagini sembrano confermare questa ipotesi: "il punto dove è stata scavata la buca non è composto da terreno, bensì da fanghi secchi provenienti da lavorazione dei marmi", così sintetizza Di Lauro. Insomma uno scenario inquietante, la precisazione di Sotero giunta in redazione stamane sembra scagionare da ogni responsabilità l'Amiu, tuttavia qualcosa che non va in quel sito a ridosso del mare pare esserci.
