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Al «Jobel» di Trani riparte il centro diurno. Don Mimmo: «Grati al dg Canosa per avere mantenuto la parola»

Le proteste da una parte e le rassicurazioni verbali del direttore generale dell’Asl, Rocco Canosa, dall’altra, alla fine, hanno sortito gli effetti sperati. Oggi il centro diurno presso il centro Jobel di Trani riprenderà l’attività in favore di undici persone con disagi mentali.

Il servizio era stato sospeso lo scorso primo luglio senza una precisa motivazione e, da allora, in un intreccio di incontri fra i responsabili del centro e gli amministratori dell’Asl e delle pubbliche amministrazioni, non era mai ripreso nonostante il convincimento comune che ciò dovese avvenire.

Ma quando la protesta si è allargata alle famiglie, spesso disagiate, che si erano ritrovate nuovamente in casa parenti con non facili problemi di gestione ed assistenza, la situazione era parsa precipitare, giacché si denunciavano i problemi derivanti dal distacco traumatico da una realtà che li aveva posti nelle migliori condizioni oggettive e sociali, affratellandoli con gli operatori e gli altri ospiti del centro, quelli cosiddetti “residenziali”. E così le famiglie avevano parlato di «forte abbandono da parte del servizio sanitario, richiesta di ricoveri frequenti (problema che si era notevolmente ridimensionato e a volte totalmente annullato grazie alla frequenza al centro), peggioramento dell’autonomia, cura della propria persona, ritorno di psicosi e deliri compresi anche quelli di suicidio, ritorno di stati depressivi».

Il presidente dell’associazione Promozione sociale e solidarietà, Don Mimo De Toma, a veva  sua volta pubblicamente lamentato il problema all’inizio ed alla fine del festival “Il giullare”, ma aveva sempre confidato in un intervento risolutore del direttore generale Canosa. Che alla fine vi è stato, con la firma della convenzione che autorizza il centro Jobel a riprendere il trattamento quotidiano, da stamani, accogliendo gli undici ospiti dalle 8.30 alle 18.30. «Siamo grati al direttore generale Canosa per la sensibilità mostrata – dichiara Don Mimmo -, e per avere mantenuto fede ad un impegno che, quantunque, preso solo verbalmente, è stato seguito dai fatti. Noi, dal canto nostro, ci sforzeremo di rendere un servizio sempre migliore sia in favore degli ospiti del centro diurno, sia di quelli residenziali della nostra casa d’accoglienza».


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