Più che fumarlo, Ninni Flora il sigaro ieri l’avrà morsicato ripetutamente e rabbiosamente. Domenica nera per la Fortis, ma soprattutto per lui. E, per quel poco che abbiamo imparato a conoscerlo, forse il risultato negativo della partita con il Gaeta sarà stato il problema minore.
La vera sconfitta, per un presidente che aveva accettato di restare a Trani anche e soprattutto perché sognava lo stadio pieno, è stato vedere che al Comunale, ieri, di spettatori ce n’erano poco più che cinquecento, un’autentica miseria considerando che eravamo al debutto casalingo nella serie A dei dilettanti e che, dopo il flop degli abbonamenti, almeno si contava su un buon incasso dai biglietti.
E allora, ieri dov’era Trani? E dove vuole andare Trani così?
Oggi, a mente fredda, non brucia lo 0-1 della squadra, ma il 5000/500 del rapporto fra gli spettatori di Trani-Noto e quelli di Trani-Gaeta, una emorragia inspiegabile, inquietante se si considera che sono passati soltanto tre mesi. Roba da psicologi, e vorremmo sperare non da psichiatri.
E non lamentiamoci se poi i presidenti lasciano: così facendo, ce la stiamo andando veramente a cercare.
