Saranno pure artistici, ma in questo momento sono ferro che si aggiunge al ferro. Aspettando di vedere, e quindi capire, cosa sorreggeranno e mostreranno.
In più parti della città stanno spuntando, come funghi, pali in ghisa sormontati da un pomello semisferico. Sembrano richiamare in qualche modo i parapetti posti ai limiti di marciapiedi che si affacciano su passaggi pedonali posti all’altezza di incroci e curve, e presentano due giunture alle quali si presume che saranno fissati dei segnali a bandiera.
Non crediamo che annuncino il concerto di Elton John, potranno forse ricordare che siamo la città della pietra, ma in questo momento la realtà è che lo siamo del ferro: tanto, anche troppo.
Corso Manzoni e corso de Gasperi, per esempio, sono una selva di pali, soprattutto all’interno dello spartitraffico. Ma anche via Malcangi, dove si sono tagliati alberi dichiarati malati ed incurabili, ma al cui posto sono stati sistemati solo pali e tanta pubblicità.
E non è da meno via Tasselgardo (cui si riferiscono le foto), dove lo skylane delle palme ormai è rovinato da questa generosa erezione di ferro che manco il Viagra.
Ci chiediamo se esista un piano regolatore dei segnali, oppure basta fare una domanda, presentare un progettino, verificare che non ostino con il codice della strada e quindi è tutto a posto? Forse qualche regola in più ce la si potrebbe dare.
