Quella che è andata in scena venerdì pomeriggio presso l’ufficio postale di largo Petrarca è stata la sesta rapina dal 2003. Si procede alla media di quasi una rapina ogni anno e, nel caso dell’ultima, il fatto sembra sia avvenuto in un clima talmente ovattato da apprendere la notizia, almeno nelle parti essenziali, soltanto oggi.
L’episodio criminoso si è verificato intorno alle 15.30 e si è svolto secondo il pressoché consueto modus operandi: due banditi in filiale, un terzo in auto ad attenderli. I due entrano nel salone a volto scoperto, ma se lo travisano appena varcato l’ingresso: si spera che le telecamere a circuito chiuso abbiano fatto in tempo a registrare immagini tali da fare distinguere i volti.
Con il volto coperto da calzamaglia e brandendo un’arma non meglio precisata, i due malviventi prendono in ostaggio una donna e intimano al cassiere di consegnare loro il denaro disponibile, non più di duemila euro a quanto è dato conoscere. Del resto, come è noto, gli uffici postali sono ormai dotati di casse temporizzate non comandate dagli impiegati, ma che si attivano solo se si compie un’operazione presso lo sportello. Ogni cassa ha delle mini slot che ruotano e rendono disponibile sono una modesta quantità di denaro rispetto a quella complessiva.
I banditi si accontentano del primo gruzzolo disponibile e, dopo averlo sottratto, strattonano la donna scaraventandola a terra prima dell’uscita, poi si dileguano facendo perdere le tracce. La donna è rimasta a lungo sotto choc.
La rapina, sulla quale indagano i carabinieri, riapre un problema mai risolto circa la vulnerabilità di quel’ufficio postale, che ha sede in un luogo non coperto dalla video sorveglianza pubblica. Le telecamere comunali sarebbero un primo deterrente per i rapinatori, ma lì non ci sono mai state, nonostante le reiterate richieste degli impiegati postali, che da anni lavorano con la comprensibile paura di essere rapinati da qualcuno che, magari poco esperto, commetta gesti sconsiderati come quello del rapinatore che il primo marzo 2007 sparò al ginocchio dell’allora 24enne guardia giurata Vito Petrone.
Ma nel frattempo nulla è cambiato: si rischia la vita per non più di 2000 euro. Così è, se vi pare.
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