Antonio Corraro, già segretario cittadino dei Democratici di sinistra e attuale militante del Partito democratico continua la sua polemica contro il gruppo dirigente del suo partito, accusando il partito di non aver dato risposte ai propri quesiti. Ora Corraro si rivolge al resto del centrosinistra tranese, chiedendo loro di fare chiarezza sul tema già sollevato dei prezzi delle case previste dal contratto di quartiere. Di seguito la lettera: "Dopo aver atteso qualche giorno e preso atto che il mio partito ha deciso di non rispondere seriamente, non a me ma alla città, sul contratto di quartiere, mio malgrado, sono costretto ad importunare voi, sicuro di ricevere molta più attenzione e meno offese personali.
Continuo a scrivere e lo farò ancora, perché sono irritato, per l’assenza di trasparenza e purezza su un tema che riguarda i giovani. Giovani che si allontanano sempre più da una politica chiacchierona che non agisce per come dovrebbe. Mi riferisco in particolar modo alla Destra tranese impegnata in altre questioni e non intenzionata ad ascoltare il grido che giunge dai tanti cittadini che pongono delle semplice domande:
Quanto è il legittimo prezzo a mq delle abitazioni costruite con il contratto di quartiere ? E’ giusto quello che chiedono i costruttori o ci sono errori fatti in buona fede anche dai tecnici del palazzo di città ? A questo punto mi chiedo: ci vuole tanto a verificare e dare una pubblica risposta ? C’è qualcuno dell’amministrazione che se ne prende la responsabilità ? Ci vuole molto sacrificio a dire: si! il prezzo è giusto - così la gente si mette l'anima in pace?c
L’amministrazione comunale ad oggi ha deciso di non darla questa risposta. Il PD ha deciso di non fare nulla per farla dare. Va bene! Non c’è nulla di male, ognuno si prende le proprie responsabilità.
Quasi duecentocinquanta famiglie attendono una risposta e la gran parte di queste sono giovani coppie sposate o che si accingono a farlo. Queste hanno aderito al contratto di quartiere con l’illusione di trovarsi al loro fianco, durante il percorso, le istituzioni a partire da quelle comunali. Per bocca del Sindaco già la prima volta il dirigente della quarta ripartizione ha dovuto riconoscere di aver commesso errori e “che per meri errori, talune voci non sono state calcolate correttamente”. Notizia apparsa sul sito di Trani web (21 giugno 2010). Quindi mi sembra legittimo che qualche dubbio alla gente venga. Se si è sbagliati la prima volta attenti alla seconda !
Certo per voi, consiglieri comunali e partiti, non è una novità ciò che pongo alla vostra attenzione perché questo tema è già nell’elenco delle vostre battaglie ed esempi ne potrei fare tanti, ( prima che me li facciate voi (!) come hanno fatto altri ), infatti, studiando e leggendo i vari documenti (nella mia dichiarata incompetenza!) ho verificato interventi di varia natura in consiglio comunale o per tramite la stampa, posso segnalare a caso quello di Bartolo Maiullari fatto nel consiglio comunale del tre marzo c.a. che ha criticato aspramente l’amministrazione comunale sul prezzo che esageratamente è aumentato più del 60 % rispetto a quello iniziale. Oppure le dichiarazioni rilasciate alla stampa dai Verdi in data 15 aprile c.a. dove minacciavano di andare in procura, perché sostenevano (e mi auguro che lo sostengono a tutt’oggi!) che c’è poca chiarezza sul prezzo della casa. Come ritengo importante che alla fine della dichiarazione affermavano: “in caso di mancanza di un intervento chiarificatore da parte dell’amministrazione, i Verdi si dicono disposti a richiedere l’intervento di garanzia di altre autorità a tutela dei cittadini che hanno già versato soldi per l’acquisto della casa.”
Come sempre a caso potrei parlare del comizio di Ruggero Carcano durante la campagna elettorale regionale che fu categorico sulla trasparenza delle procedure e la sua disponibilità a mettersi a fianco dei cittadini.
Detto questo, credo sia utile “far aprire il libro della verità” a chi di competenza, per poterla raccontare alla città. Fermo restando la concreta possibilità che tutto sia regolare.
Resta decodificato che in caso di legittimo mancato riscontro di iniziative anche da parte vostra, mi vedrò costretto a spese personali a rivolgermi prima ad un ufficio tecnico e poi ad uno legale per giungere ad una conclusione chiarificatrice".
