Trani, festa patronale, il primo agosto una donna rumena, poco più che maggiorenne, vaga per le vie di Trani e viene vista dai militari della Guardia di finanza. E racconta loro la sua incredibile storia.
Era giunta a Trani a marzo con la promessa di un lavoro e, invece, pochi giorni dopo, veniva rinchiusa in un casolare di campagna e costretta a prostituirsi. Il suo connazionale che l’aveva illusa, insieme con un altro rumeno, suo fratello, si erano trasformati in sfruttatori del sesso.
La notte di San Nicola riusciva a liberarsi e a guadagnare la strada della città. Il provvidenziale incontro con i finanzieri l’ha salvata. Sposata, separata e con due figlie piccole che si trovano in Romania, aveva conosciuto a Trani il fondo della sua vicenda personale.
Ma la sera di San Nicola ebbe l’occasione di muoversi da quel casolare insieme con i suoi sequestratori e, approfittando di un momento di distrazione, riuscì a divincolarsi. Dopo il concitato racconto, è partita la ricostruzione con l’arresto dei responsabili.
In manette sono finiti F.M., di 20 anni, e F.V., di 22, entrambi rumeni. Per loro l’accusa è sequestro di persona, induzione e sfruttamento continuato della prostituzione. La ragazza si trova adesso in un luogo sicuro.
