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Opedale unico Trani-Bisceglie, dalla festa del Pd verdetto unanime: "Colpevoli i due sindaci"

(a.r.) Festa del Pd, atto secondo. Dibattito in piazza Quercia e si discute di salute pubblica, ospedali e piani di riordino. La gente non è tantissima ma la giornata è particolare, è sabato, al castello ci sono illustri ospiti a dialogare sull'"anomalia italiana" e l'Italia sportiva (leggasi l'Italia punto) è in tutt'altre faccende affaccendata. Ad ogni modo, il pubblico offre una discreta cornice.

Partiamo da un dato che tutti conoscono. In Puglia ci sono troppi ospedali e il piano della Regione è di smantellare alcune strutture al fine di creare centri ospedalieri più grandi e all'avanguardia, in grado di rispondere alla domanda dei cittadini. Anche l'ospedale San Nicola Pellegrino di Trani , come noto ai più, è interessato da tale piano di riordino che vedrebbe la creazione di un polo ospedialiero unico con quello di Bisceglie, da collocarsi a metà strada tra le due città e capace di garantire un servizio di alto livello . Ma a differenza di quanto sta accadendo al costruendo ospedale di Andria, Canosa e Minervino, dove si è individuato il terreno su cui costruire la struttura, passo necessario a dare il via alla procedura burocratica che interessa Asl e Regione, l'ospedale unico Trani-Bisceglie invece ad oggi rimane una promessa non mantenuta, un progetto non acora decollato.

Il motivo? "Manca la decisione politica, un'indicazione da parte dei sindaci, è da lì che si parte. Senza una loro indicazione sul luogo dove si costruirà l'ospedale nulla può essere fatto". E' quanto affermato da Franco Polemio, direttore della Asl-Bat, accorso al dibattito che ieri sera ha animato la seconda serata della festa del circolo cittadino del Partito democratico. Insomma per Polemio è dalla politica che deve partire la prima mossa, e in particolare dalle rispettive amministrazioni comunali elle due cittadine che devono individuare il terreno su cui far sorgere la nuova struttura e di conseguenza permettere alla Asl di avviare la procedura burocratica.

Parole accolte favorevolmente da Fabrizio Ferrante, capogruppo del Pd in consiglio comunale che in passato ha polemizzato aspramente con il sindaco Tarantini sul tema dell'ospedale unico. Ferrante rimane dello stesso avviso e accusa il governo cittadino di non fare abbastanza per realizzare la nuova struttura. Al coro di favorevoli alla tesi che è colpa delle amministrazioni si aggiunge anche l'onorevole del pd Margherita Mastromauro, che ricorda un aneddoto personale quando suo padre, ricoverato per una caduta, ha dovuto attendere tre ore che un'ambulanza lo portasse all'ospedale di Bisceglie per accertamenti neurologici. "Una situazione inaccettabile le cui conseguenze le paga tutta la cittadinanza", afferma la Mastromauro che promette di impegnarsi politicamente in questo senso. "Con l'ospedale unico situazioni analoghe non sarebbero accadute, bisogna svegliare i due sindaci dal torpore politico in cui versano. Serve un'ospedale unico e che sia all'avanguardia".

A chiudere il coro ci pensa Francesco Boccia, altro deputato in quota Pd a cui spetta il compito di completare il sillogismo: "La concusione è semplice, i due sindaci di Trani e Bisceglie non hanno grande passione per la salute dei cittadini, mentre sembrano assai specializzati in urbanistica". Il ragionamento di Boccia non deve esser piaciuto troppo al sindaco di Trani che per motivi analoghi entrò in aspra polemica nei mesi scorsi proprio con Ferrante. Ad ogni modo Boccia conclude il suo ragionamento sostenedo che questo è il male del sud, "primari senza pazienti e professori universitari senza studenti, troppe risorse della collettività vengono così sprecate", un proliferare di catterdre e posti da dirigenti che non rispondono alle esigenze reali del mezzogiorno. Un male che per Boccia è necessario estirpare con una visione più oculata e moderna della gestione della cosa pubblica.


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