Abbiamo pubblicato questa mattina una dichiarazione del sindaco Giuseppe Tarantini circa un suo pensiero sull'intervento di Gianni Vattimo. Repentina la risposta dell'europarlamentare:
«Il sindaco Tarantini si astenga dagli insulti: solo ai leghisti è concessa la libertà di insulto, vuole essere un leghista ad (dis)-honorem? Poi: prima di dire in pubblico che riconosco all'Iran, prossimo obiettivo degli attacchi di Israele e Stati Uniti (entrambi super armati di bombe atomiche), il diritto di dotarsi di armi nucleari (un diritto che l'Iran del resto non ha mai rivendicato, limitandosi a cercare di realizzare un programma atomico per usi di pace), ho sempre sostenuto che occorre una denuclearizzazione (anche) del Medio Oriente. Dunque: cominciare a ridurre il pericolo rappresentato dagli stati terroristici: primo fra tutti Israele, e il suo alleato statunitense. Che ne dice il sindaco? Sarebbe d'accordo con una campagna a questo scopo, magari dedicando al tema la prossima edizione dei dialoghi di cui è, pro tempore, editore?»
Il sindaco Giuseppe Tarantini però non lascia l'ultima parola a Vattimo e controreplica:
«Non ho mai inteso insultare, e chissà quante volte nella mia vita mi è capitato di dire idiozie. Ma, ho l’impressione che il “ il tacon xé pejo del buso”, per parafrasare alla leghista ( mi sia consentita l’ironia) una risposta, quella del prof. Vattimo che si spinge ancora più in là definendo Israele e gli Stati Uniti, stati terroristici. Inorridisco ancor di più, perché da Sindaco di Trani sede capofila della settimana di cultura ebraica del 2009, ho sempre ritenuto che questa sia la Città modello di confronto e dialogo e simili affermazioni non sono benvenute».
Le "passioni" dei Dialoghi sembrano infuocarsi anche a fari spenti. Il successo di questo evento forse risiede proprio nella capacità di alimentare la speculazione su argomenti di interesse socio-culturale.
