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«Dialoghi», passioni e pienoni

Tra sole, pioggia e vento, puntuale come ogni anno è arrivato l’autunno. Ad annunciarlo ai tranesi, come di consuetudine, è arrivata la IX edizione de “I Dialoghi di Trani”, un momento di confronto e dialogo con culture e pensieri diversi. Filo conduttore della manifestazione è stata la “passione”, una modalità del vivere che si può riferire alle più diverse dimensioni dell’agire umano. È  un modo di essere e di sentire di tipo relazionale, attraverso cui reagiamo a un determinato rapporto con le persone, le situazioni e i valori del nostro ambiente di vita. La domanda che ci si pone quest’anno è quella di cercare un modo affinchè l’indifferenza lasci il posto a nuove fondamentali battaglie di civiltà che rianimino una vita individuale e sociale caratterizzata da un comodo conformismo.  Ad inaugurare la IX edizione venerdì 24 erano presenti l’Assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, il vicepresidente della Nuova Provincia, Nicola Giorgino, il sindaco, Pinuccio Tarantini, l’Assessore alla cultura della città di Trani, Andrea Lovato, e il preside della facoltà di lingue e letterature straniere, Pasquale Quaragnella.  Le padrone di casa della manifestazioni sono la direttrice del castello, Margherita Pasquale e la presidente, Lucia Perrone Capano, che da nove anni realizza questa manifestazione. Tutti hanno evidenziato come Trani, con questa manifestazione, è diventata il centro d’irradiazione culturale della nuova provincia. In particolare, nel suo saluto iniziale il vicepresidente della Bat Nicola Giorgino ha ricordato “Tutti uniti in nome dello stupor mundi, di quel lungimirante Federico II, precursore della modernità, che ha fatto incontrare popoli e culture diverse in Puglia”. Il sindaco di Trani, Pinuccio Tarantini, invece, ha espresso il suo compiacimento per quello che è diventato un appuntamento immancabile per la nostra città, che ha sostenuto con liberalità, senza interferire nelle scelte dell’organizzazione. L’assessore regionale Silvia Godelli ha incoronato Trani faro della cultura, della civiltà e del dialogo” e ha parlato delle passioni che muovono gli umani, da quella religiosa a quella per la conoscenza e l’etica. Ha, poi, spiegato il ruolo propulsivo e centrale della città di Trani, che da erede della cultura del diritto, ha messo radici culturali profonde che si innervano in tutto il territorio pugliese. E ha dichiarato “l’orgoglio della Puglia per la passione culturale in un Paese dove i musei chiudono e gli artisti emigrano; la gloria di una terra che vanta il senso di una profonda passione per i diritti umani”. Unica nota dolente sono i finanziamenti che come ha sottolineato la presidente Lucia Perrone Capano, oltre a quelli dati dall’amministrazione comunale, sono sempre meno. Infatti, nonostante la manifestazione costi sempre di più i finanziamenti si riducono, alla luce del momentaneo blocco dei contributi regionali per il rispetto del patto di stabilità. Novità di questa edizione è la patnerschip con la BNL e Telethon. A rappresentare la BNL il dott. Leonetti, che ha ricordato l’impegno che Telethon svolge ogni anno nella raccolta fondi per la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche.                                              Ad aprire la IX edizione è stata la scrittrice biellese Silvia Avallone, vincitrice del “Premio Campiello Opera Prima”, con il suo libro “Acciaio”, un viaggio interiore che l’autrice intraprende nella fabbrica siderurgica “Lucchini” di Piombino. La scrittrice è stata mossa, nello scrivere il libro, dalla passione di dar voce, attraverso le due giovani protagoniste, ad esperienze personali che la grande storia ignora, e ridare dignità alla fabbrica, umanizzandola.                                                                                                                        Continuando a parlare di passioni, è stata importante la testimonianza di Antonella De Benedittis, operatrice della comunità Oasi 2. Mentre a pochi chilometri di distanza dal castello venivano arrestati due rumeni, che avevano sequestrato una ragazza rumena, venuta in Italia per lavorare, e invece è stata costretta a prostituirsi, Antonella De Benedittis raccontava la loro esperienza con le migranti, con le donne che sognano un lavoro, un futuro e si ritrovano schiave del sesso. E, infatti, con l’iniziativa “Kipepeio”, che significa farfalla, le operatrici dell’Oasi 2 cercano il recupero psicologico delle migranti, cercando di restituire la loro passione di vivere. Sempre a proposito di migranti è intervenuta Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La Boldrini ha regalato ai tanti ragazzi presenti pillole di viaggi fatti tra villaggi africani e asiatici dove i diritti elementari restano ancora un miraggio. Nel libro “Tutti indietro: migranti e diritti umani” scritto dalla Boldrini, raccoglie storie ed incontri che cambiano la vita di una giornalista e operatrice umanitaria.                                                                           

Un altro importante intervento è stato quello del presidente pugliese, Nichi Vendola, che ha sottolineato che la passione è fatica, sofferenza, soprattutto in un’epoca dominata dall’impudicizia e “dalla pornografia del potere che si appalesa per la costruzione del consenso”.                                                                                  

Molto successo ha raccolto, anche, l’intervento del registra Pupi Avati, che ha realizzato quarantadue film, tra cui “Il papà di Giovanna” e “La seconda notte di nozze” (girato interamnete in Puglia). Pupi Avati ha raccontato in maniera annedotica, affascinando e coinvolgendo tutti gli ascoltatori, la sua esperienza e la gavetta che lo hanno portato a diventare un regista di successo. Dal suo racconto emergeva la passione che l’ha portato ad andare avanti, affrontando le difficoltà e gli ostacoli. Il messaggio che ha voluto lasciare ai più giovani è stato quello di ricercare il senso della vita, per riuscire a dimostrare a se stessi e agli altri chi si è, cercando di far coincidere la passione con il talento.                                                                                             

Un'altra passione è stata raccontata da Domenico Procacci, produttore cinematografico e fondatore della casa di edizione e produzione Fandango, e Mario Desiati, caporedattore di “Nuovi Argomenti” e che dal 2008 si occupa della direzione editoriale di Fandango. Fandango nasce quando Domenico Procacci, alla fine di un corso, realizza un cortometraggio dal titolo “Zucchero. No grazie”. Da questo momento in poi, Domenico Procacci ha fatto della sua passione un mesterie.                                    

Ma, come ogni edizione, durante i Dialoghi è dato a tutti la possibilità di esprimersi, in qualsiasi modo.  I ragazzi del Liceo Classico “F. De Sanctis” di Trani e i ragazzi del Liceo Scientifico “Carlo Cafiero” di Barletta hanno messo in scena rispettivamente due rappresentazioni teatrali “Medea” e “Il maleficio della farfalla”.                                                                                                                                      

Un programma molto ricco quello che le organizzatrici hanno proposto per la IX edizioni. Un tema quello scelto che ha visto protagonista tutti i partecipanti, dal giovanissimo che ogni giorno è travolto da tante passioni all’adulto che cerca le passioni e le trasforma con entusiasmo in mestiere o libri.        L’augurio che tutti i protagonisti rivolgevano ai giovanissimi presenti e non solo è stato quello di coltivare sempre con gioia le passioni che ognuno ha, affinchè si trasformino in nuovi progetti.  La sfida che ci attende è, allora, quella di interrompere un circolo vizioso trasformando le passioni tristi in forze attive che espandano la capacità di esistere e di agire. Quindi, buona passione a tutti.

Ottavia Digiaro

 

 


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