«A quella seduta di giunta non c’ero, ed in ogni caso non avrei mai commesso una simile sciocchezza». Replica così l’assessore agli affari istituzionali, Giueppina Chiarello, alla presunta incompatibilità sollevata dal consigliere del Pd Ferrante in merito al contributo erogato anche con il suo voto in favore del premio Donna Lavinia e della Fidapa, di cui la Chiarello è presidente.
L’assessore Chiarello, da noi interpellata apre a sua volta un giallo: «Ringrazio il consigliere Ferrante per avere sollevato un problema del quale non era a conoscenza. È del tutto evidente che ha ragione nel sollevare il conflitto d’interessi, ma è altrettanto certo che a quella seduta di giunta non c’ero e, se mai fossi stata presente, su quel provvedimento sarei uscita. A questo punto devo essere io ad interessare gli organi compatenti perché l’atto in questione potrebbe essere un falso che mette la sottoscritta ancora una volta in cattiva luce. Del resto, non solo non ho mai votato quella delibera, ma non l’ho neanche proposta, delegando altre socie della Fidapa a farlo proprio per evitare un’evidente situazione di incompatibilità».
