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Sede legale Asl, le associazioni andriesi insorgono: "La sede non si muove da Andria"

Replica delle associazioni andriesi: la sede Asl Bat è ad Andria e non avrebbe senso spostarla. Il comunicato si conclude con un perentorio "nessuno è indispensabile nella Bat". Un monito, un avvertimento, che riaccende gli animi mai raffreddati delle città cocapoluoghi della provincia. Di seguito la nota.

"Tra gli interventi che si sono succeduti in merito al presunto trasferimento della Direzione Generale della Asl Bat, propedeutico al trasferimento dell’intera Sede della Asl, vogliamo sottolineare l’onestà, la chiarezza e l’apprezzamento per l’intervento della Federazione Sindacale Medici Dirigenti.

A tal proposito, la FESMED, a conclusione della perfetta analisi nel merito, ha invitato il Sindaco di Andria, in rappresentanza dei Cittadini, degli operatori sanitari e dell’Associazionismo andriese a non demordere ed a contrastare efficacemente, insieme a quanti altri hanno a cuore la Sanità andriese, ogni indebito tentativo di privare Andria di una “funzionale” sede legale della Asl Bat.

Parole sagge che sono la migliore risposta ad altri interventi che abbiamo letto e che, per amore di democrazia, è giusto che ognuno esprima, anche coloro che, evidentemente continuano a prendere in giro se stessi, prima ancora che gli stessi cittadini dell’intera provincia Bat che, evidentemente, si sono accorti che questi politici vecchi, di pensiero, spesso anche di età ma soprattutto di spirito, sono solo spinti da quell’irrefrenabile desiderio di potere che non vogliono mollare.

Crediamo, invece, che la Società Civile, come le nostre Associazioni rappresentative del territorio piuttosto che quelle professionali, come la stessa Fesmed, debbano sempre più essere da pungolo perché a prevalere non siano queste vecchie logiche che tanti danni hanno creato al nostro territorio.

Le “questioni istituzionali”, quindi, siano innanzitutto materia di discussione e di decisioni pubbliche e non “riservate” a personaggi, come molti di coloro che continuano ad intervenire sull’argomento, molti dei quali, invece di lavorare, nei rispettivi ruoli istituzionali, per lo sviluppo, la crescita e il progresso del territorio provinciale, continuano a cercare argomenti che diano loro visibilità per altri scopi forse meno nobili, avendo ancora il coraggio di parlare di “campanilismo” quando sono essi stessi i primi a possederne tutte le caratteristiche, avendolo dimostrato in tante occasioni, anche pubbliche.

Se sono questi i personaggi che rappresentano o vorrebbero rappresentare la nuova istituzione, allora è naturale che l’Inail vada verso il declassamento e che importanti istituzioni, come la Camera di Commercio, non saranno mai riconosciute alla Bat.

C’è, quindi, troppa aria vecchia e stagnante e noi vogliamo la rigenerazione, altrimenti sarà solo una Provincia già morta in partenza. Sin dal principio abbiamo sperato non in una nuova Provincia ma in una Provincia nuova ma questo è un risultato che, purtroppo, sarà difficile riuscire a vedere, almeno a breve. Questo è il vero danno e di questo, più d’uno, deve cominciare a prenderne atto. In fondo tutti siamo utili ma nessuno di noi è indispensabile, anche alla Provincia Bat".

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