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Trani, «caso Fidapa». Chiarello mostra le carte: «Visto? Non c'ero. È stato un refuso»

Un altro "caso" ha come protagonista l'assessore Chiarello dal pomeriggio di ieri, da quando il Consigliere Fabrizio Ferrante ha presentato un'interrogazione sulla regolarità di una delibera della giunta comunale del giorno 15 settembre 2010. I "casi" della politica nazionale hanno mostrato recentemente quanto possa un documento creare caos e per questo motivo l'assessore Chiarello ha invitato i giornalisti nell'ufficio del segretario generale per mostrare le carte della sua innocenza ed estraneità ai fatti.

Ricostruiamo un po' quello che è successo: il giorno 15 settembre 2010 c'è stata una Giunta Comunale avente oggetto quattro argomenti. Uno di questi era stato presentato dall'assessore Memola ed era la richiesta di stanziare circa 5000 euro per l'associazione Fidapa, organizzatrice dell'XI edizione del Premio Donna Lavinia. La delibera di giunta affissa all'albo pretorio riportava tra i presenti l'avv.Giuseppina Chiarello, attuale presidente dell'associazione Fidapa.

Il consigliere Ferrante ieri ha chiesto che si chiarisse la situazione e si verificassero casi di incompatibilità e/o conflitto d'interesse. L'assessore Chiarello ha prontamente replicato, sempre nella giornata di ieri, dicendo che lei non era presente. Per ulteriore chiarezza l'assessore ha convocato i giornalisti in mattinata mostrando la prima pagina della delibera (recante i presenti con una x accanto al nome) e la camicia di delibera (recante le firme dei presenti, tra le quali manca quella della Chiarello).

Tra i documenti che vi mostriamo al lato pare chiaro che i due fogli sono incompatibili tra di loro. Nella prima pagina di delibera la Chiarello risulta presente mentre tra gli assenti ci sono: Giorgia Presen Cicolani, Andrea Lovato e Michele Scagliarini. Nella camicia di delibera invece ci sono le firme dei presenti durante questo provvedimento; in effetti tra le firme mancano oltre a quelle degli assessori su citati e della vice-sindaco (al cui posto sono state apposte delle sbarre), anche la firma dell'assessore Chiarello (al cui posto vi è uno spazio bianco).

Secondo la testimonianza del segretario generale e le parole della Chiarello, il giorno 15 settembre l'assessore era presente alla Giunta Comunale ma durante questo provvedimento sarebbe uscita per non prendere parte alla votazione. Probabilmente l'errore della sua presenza segnata è attribuibile alla svista o alla deconcentrazione di un funzionario.

L'assessore Chiarello ha invitato i giornalisti ad essere più cauti nel fornire informazioni di questo tipo nell'interesse dell'amministrazione e delle persone, chiedendo di andare a fondo delle vicende prima che il tutto si trasformi in linciaggio mediatico fondato sul nulla.

«A me non piace che vengano fatte dichiarazioni false -dice la Chiarello - mi sono presa la briga di chiedere al segretario generale di mostrarvi il documento originale. Io godo di una notorietà che solo i giornali possono darmi ma una notizia di questa gravità getta un'ombra ingiustificata sull'amministrazione e sulla mia persona.

Tante volte -prosegue l'assessore- si gettano accuse che disturbano e infastidiscono pur non avendo basi. A me non creano troppi problemi dato che il mio lavoro lo svolgo in maniera regolare, sono tra gli assessori più presenti sia qui che in Regione per il bene della città».

L'assessore prosegue parlando nello specifico della somma stanziata alla Fidapa: «Il premio donna Lavinia non è un premio della Fidapa ma della città, i soldi comunque vanno alle idee imprenditoriali e non alla Fidapa. Ammiro il lavoro dei giornalisti ma vi prego di essere più precisi nelle ricerche. Io sono qui tra l'altro nonostante avessi un impegno in Regione per cercare nuovi soldi per la città».

La conferenza è proseguita con un appunto e un invito ai giornalisti per "fare più ricerche e non fermarsi alla prima pagina. La prima pagina di delibera non reca le firme, cosa che invece è disponibile nella camicia di delibera". Peccato che, come dichiarato dall'assessore stesso, i giornalisti non hanno accesso a tutti gli atti. A noi, così come a tutti i cittadini, è data la possibilità di osservare solo ciò che è affisso all'Albo pretorio nei limiti dei tempi di pubblicazione.

Ora, dato che anche il segretario generale ha confermato le parole dell'assessore Chiarello, si procederà con una correzione della delibera per colpa di questo "caso di refuso" che potrebbe e potrà capitare a chiunque, si dice.

(d.d.)

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