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Cementeria di Trani, il sindaco agli agricoltori: «Non brucerà rifiuti. E se la "Via" sarà sfavorevole, non si farà»

«Dare lavoro a cinquanta persone non può fare in modo che altre tremila finiscano per la strada. La nostra agricoltura è già da tempo in difficoltà, la cementeria ci darebbe il colpo di grazia». La protesta degli agricoltori di Trani è così arrivata direttamente nella sala azzurra del palazzo di città.

Dopo la petizione di fine agosto, con trecento firme nel documento già consegnato al primo cittadino, oggi decine e decine di operatori del settore hanno incontrato il sindaco, Pinuccio Tarantini, l’assessore al ramo, Nicola Lapi, e quello ambiente, Giuseppina Chiarello.

Toni alcune volte acesi, altre pacati, ma alla fine i presenti hanno ottenuto dal sindaco chiarimenti ed alcune rassicurazioni in merito alla futura cementeria di Trani, motivo delle loro preoccupazioni dopo la recente approvazione della relativa variante urbanistica in consiglio comunale.

Per prima cosa, il capo della giunta ha chiarito in tutti i modi che «l’impianto non brucerà rifiuti», ricordando che il protocollo d’intesa siglato con i Matarrese prima dell’approvazione della variante urbanistica lo vieta espressamente.

Ma chi coltiva la terra nei dintorni del futuro sito teme anche che la cementeria sia la goccia destinata a fare traboccare il vaso di una situazione ambientale difficile, già compromessa dalla presenza della discarica pubblica dell’Amiu e dell’impianto di trattamento delle carcasse animali della Idapro. Quanto potrebbe inquinare la cementeria, anche non bruciando rifiuti? «Lo stabilirà la Via (valutazione d’impatto ambientale, ndr) – ha risposto il primo cittadino -, a cura della Regione Puglia. Se sarà negativa, ne prenderemo atto serenamente ed all’impianto si rinuncerà».


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