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Ronchi, la sala e la storia

A sottolineare l’importanza che la cultura ricopre nella nostra città, ecco che in un’era in cui le biblioteche stanno attraversando un periodo buio, visti i pochi fondi a disposizione, Trani ha voluto regalare una serata in onore di Benedetto Ronchi, bibliotecario dal 1952 al 1990. L’Assessorato alla cultura in collaborazione con la Società di storia patria per la Puglia, sezione di Trani “Benedetto Ronchi”, con l’Associazione “Obiettivo Trani” e con l’Associazione culturale Teatro Mimesis - Fita Puglia hanno organizzato una serata per ricordare una delle figure più rappresentative del panorama culturale tranese del XX secolo. 

La serata è stata coordinata dal presidente dell’Associazione “Obiettivo Trani”, Eduardo de Simola che ha ringraziato l’amministrazione per la sua sensibilità e il suo attivismo verso la cultura che rappresenta la priorità nell’azione di governo profusa nella nostra città. 

Ad aprire la serata l’assessore alla cultura, Andrea Lovato che ha espresso la sua grande gioia nel vedere tanta gente riunita nel ricordo di un maestro e amico, quale è stato Benedetto Ronchi. E ha, inoltre, evidenziato la speranza nel futuro, affinché abbia salde radici nella tradizione. A seguire, Nicola Napoli, membro dell’Associazione Teatro Mimesis – Fita Puglia, ha letto una delle poesie di Benedetto Ronchi, “Tristezza”, catturando con la sua bravura, l’attenzione dei presenti. 

Si è passato, poi, al ricordo della vita di Benedetto Ronchi, fatto dal prof. Michele D’Elia, il quale ha ricordato che nel 1952 Benedetto Ronchi ha avuto la direzione della biblioteca, situata in palazzo Vischi. Invece, nel 1975, è diventato direttore del museo e dell’archivio diocesano. Ma il ricordo più importante che il prof. Michele D’Elia ha voluto trasmettere è la novità che Benedetto Ronchi ha introdotto all’interno delle biblioteche e, cioè, la loro trasformazione da luoghi di scambio a luoghi di cultura. La biblioteca diventa, così, un museo all’aperto, un patrimonio culturale. Il direttore Ronchi ha tratteggiato le linee per giungere ad una sorta di “museo ambientale” quale Trani è oggi. Inoltre, il prof. Michele D’Elia ci presenta Benedetto Ronchi, come un uomo che affronta problemi importanti per la città, ma si rivolge alla comunità. Michele D’Elia conclude il suo intervento dicendo:  « Siamo tutti figli di Benedetto Ronchi», sottolineando così, che tutti abbiamo ancora molto da imparare da lui.

È intervenuto anche il prof. Pietro Sisto, ordinario all’Università di Bari in bibliografia e bibliotecomonia, il quale ha conosciuto Benedetto Ronchi solo attraverso le sue opere. Benedetto Ronchi è ricordato come un operatore culturale, studioso di storia locale, della quale ha approfondito tutti gli aspetti basandosi sui documenti. Inoltre, il prof. Sisto ha evidenziato la capacità di Benedetto Ronchi di valorizzare i colori, le pietre e i libri di Trani.

Subito dopo si sono susseguite tre testimonianze relative ai vari ruoli rivestiti da Benedetto Ronchi. Il presidente della sezione di Trani della Società di storia patria per la Puglia, dott. Luciano Carcerieri ha descritto il ruolo del dott. Ronchi all’interno dell’associazione. Infatti nel 1966, Benedetto Ronchi collabora con la società di storia patria per la Puglia, diventando presidente, con l’intento di dare a Trani maggior rilievo, e raccogliendo adesioni da figure di spicco nella provincia di Bari, come Pirracci, Tolomeo, Viesti. Ma Benedetto Ronchi lascerà la presidenza nel 1986 per motivi di salute. L’associazione aveva, poi, promesso di tracciare il profilo di Benedetto Ronchi e pubblicarlo, ma questo non è più stato fatto. Con questa serata è stata risarcita questa mancanza.

Ma il dott. Ronchi è stato anche il direttore del Museo, della biblioteca e dell’archivio diocesano. A questo proposito ha parlato la direttrice attuale della biblioteca e dell’archivio diocesano, dott. Daniela Di Pinto che ha ricordato il messaggio che Benedetto Ronchi ha sempre dato ai tranesi, ovvero quello di essere entusiasti per le tante pergamene, che Trani possiede, perché rilevano le nostre radici.  

È intervenuta, anche, la dott.ssa Lucia Fiore, che ha sottolineato l’amore di Benedetto Ronchi nell’operare in silenzio. Ora è stato inserito nell’albo d’oro dei tranesi illustri, proprio perché ha vissuto la sua vita per la sua Trani.  

Anche il sindaco, Pinuccio Tarantini ha voluto ricordare Benedetto Ronchi, come il primo uomo ad affrontare gli aspetti della città come un “unicum”. Infatti, nel suo libro “Invito a Trani” si può riconoscere l’anima della nostra città. Inoltre, il dott. Tarantini ha ricordato Benedetto Ronchi: « Nostro illustre concittadino con la sua opera e con il suo piglio scientifico dello studioso è riuscito a descrivere nel suo insieme la bellezza di Trani. Ha dato una visione organica, storica, della peculiarità di Trani attraverso lo studio delle diverse stratificazioni storiche, artistiche e sociali». Inoltre, ha trasformato la figura di bibliotecario in un’autorità, un’istituzione.

Alla serata, erano presenti i due figli Franco e Annamaria, che hanno voluto ringraziare l’amministrazione, per aver di nuovo reso utilizzabile la biblioteca, regalando i documenti e i dattiloscritti del padre, che hanno gelosamente conservato per vent’anni. 

A concludere i ricordi su Benedetto Ronchi, Gaetano Napoli, membro dell’Associazione culturale teatro Memesis – Fita Puglia, ha letto delle testimonianze contenute nel volume di Pietro Magno “Benedetto Ronchi e la sua Trani”. Subito dopo, invece, hanno proiettato l’intervista di Mario Azzella a Benedetto Ronchi, e tanta è stata la commozione nel sentire la voce e nel vedere la sua immagine.

La serata si è conclusa con l’inaugurazione della sala convegni, situata al secondo piano della biblioteca comunale “G. Bovio”, a Benedetto Ronchi, per ringraziarlo dell’amore e della passione dimostrato per la sua Trani.

Ottavia Digiaro                                                    


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