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Rapine in serie. La sicurezza si piega, ma non si spezza

Nel giro di pochi giorni abbiamo potuto osservare una carrellata di rapine e furti che hanno rovinato le statistiche dei reati in città. Procediamo in ordine cronologico e partiamo dalle rapine. Mercoledì 20 alle ore 13 in piazza Cittadella un uomo a volto coperto, impugnando una pistola (che si è rivelata giocattolo) è entrato nel supermarket che si trova in suddetta piazza e ha minacciato la cassiera intimandole di consegnargli la cassa. Due dipendenti del market con grande coraggio hanno messo in fuga il rapinatore riuscendo persino a raggiungerlo, a disarmarlo e a togliergli la maschera riconoscendolo. Le forze dell'ordine hanno impiegato poche ore per riuscire a trovare il responsabile, Giulio Tedone di 29 anni, tranese.

Il giorno giovedì 21 invece ci sono state ben due rapine. Alle ore 12 la Banca popolare di Bari è stata rapinata da due malviventi. La dinamica secondo le testimonianze è la seguente: i due individui si sono avvicinati alla banca già con il volto travisato per evitare che le telecamere di sorveglianza li riprendessero. Alcuni clienti presenti nella banca infatti hanno iniziato ad urlare ma i due sono riusciti nei loro intenti indisturbati. I rapinatori impugnavano due taglierini e sono riusciti a portare via quasi 12 mila euro. Gli inquirenti sono ancora sulle loro tracce. Nella serata dello stesso giovedì è stata l'agenzia Zurich che si trova in via Bebio ad essere presa di mira da un rapinatore improvvisato. Armato, l'uomo ha cercato di rapinare l'agenzia assicurativa ma è stato messo in fuga dalle urla dei dipendenti. Le forze dell'ordine sono intervenute prontamente e dopo qualche ora hanno fermato Giovanni Boccomino, tranese di 26 anni, e lo hanno  tratto in arresto.

A queste rapine si aggiungono i furti di motocicli al Liceo Scientifico, le segnalazioni di furti d'auto giunte in redazione, due scippi nell'ultimo mese e tanti arresti per spaccio di droga. Tutti tranesi e tutti abbastanza giovani, due elementi da non sottovalutare. Pare una situazione speculare di una realtà sociale abbastanza complicata e martoriata da crisi economica e disoccupazione. Sono più di 5 mila i giovani tranesi disoccupati e per il 70% tra i 25 e i 35 anni. Probabilmente le cause di queste rapine sono da ricercarsi soprattutto in questi problemi dato che gli organi preposti dovrebbero "creare" più che "trovare" posti di lavoro.

Nell'ultimo periodo si sono intensificati i controlli da parte delle forze dell'ordine, i carabinieri di quartiere sono più presenti secondo quanto ci dicono i commercianti, le volanti della polizia girano più spesso e si è sentito pure qualche giro di elicottero. Encomiabile il coraggio e il senso civico sfoderato dai cittadini e un buon lavoro è stato svolto dai Carabinieri e dalla Polizia. La cronaca a volte è solo un "pezzo di storia", ma si sa che la storia è un insieme di cause ed effetti, una concomitanza di situazioni che andrebbero studiate in tutte le loro sfaccettature.

Pensiamo, per esempio, ai senza fissa dimora che finiscono a loro volta al centro di casi di cronaca. La stazione ferroviaria è diventata il luogo simbolo di questi episodi, spesso al centro di denunce dei cittadini che si sono sentiti soli, minacciati ed indifesi. Lo spazio per queste persone dovrebbero assicurarlo strutture sociali che Trani e dintorni para non abbiano o, se le hanno, non sono in grado di ospitare così tanta gente.

Di sicuro, se finora si poteva quanto meno vantare, si fa per dire, l’alibi di essere città preferita per atti delinquenziali commessi da cittadini non tranese, gli ultimi fatti di cronaca ci indicano che i malviventi sono anche da noi, e che costoro non sono legati ad alcun tipo di criminalità organizzata, ma solo ad un disagio economico e sociale che getta nella disperazione e spesso induce al reato pur di sopravvivere.

Donato De Ceglie

 


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