«Nell'anno 2002 l'amministrazione Avantario ottenne un finanziamento europeo per l'acquisto di alcune centraline che sarebbero servite a monitorare efficacemente il livello di inquinamento dell’aria nella città di Trani. Da allora pero’ per vicende alquanto singolari giacciono in qualche deposito e non vengono utilizzate. Che fine hanno fatto e perché il Comune di Trani non provvede a metterle in funzione?» Questo chiede il consigliere comunale Caffarella partendo dal disagio avvertito nella zona nord di Trani, per la famosa “puzza” che ammorbava l’aria.
«Le recenti vicende giudiziarie relative all’opificio per lo smaltimento di carcasse animali sita sulla Trani-Andria hanno evidenziato che i problemi derivanti dai cattivi odori delle serate estive dei tranesi erano probabilmente originati da un cattivo uso dell’impianto e siamo grati a chi ha avuto il merito di svolgere indagini complesse che mirano ad assicurare la salubrità richiesta dai normali canoni legati anche a questo tipo di impianti industriali».
«E’ un controsenso e soprattutto un cattivo uso delle risorse pubbliche che sta penalizza i cittadini tranesi». Di qui parte la nuova, reiterata, interrogazione consiliare, depositata lo scorso 15 ottobre nella quale Caffarella, anche alla luce della vicenda Idapro, chiede all’Assessorato all’Ambiente di dare parole di certezza sull’argomento.
«Al momento, come si evince dalla relazione dell’Amiu al consiglio comunale, l’esecuzione del servizio di monitoraggio ambientale previsto nel contratto di servizio con Il Comune di Trani “è temporaneamente sospeso in attesa di ricevere indicazioni circa idonei siti di localizzazione delle stazioni mobili di rilevazione”. La temporaneità è evidentemente un eufemismo, considerato che non si ha notizia di un avvio e dei dati del relativo monitoraggio ambientale. L’Amiu, peraltro, rivendica proprio dal Comune di Trani un credito di 702.000 euro per il cofinanziamento della Ricicleria e proprio delle Stazioni Mobili di Monitoraggio Atmosferico. Un motivo in piu’ per l’Amministrazione Comunale di far conoscere al Consiglio Comunale, dove si trovino e chi abbia in consegna le centraline, se le stesse abbisognano dopo 7 anni di inerzia di una verifica da parte di tecnici anche dell’Università degli Studi di Bari - che collaboro’ con l’Allora Assessore Aldo Albanese, durante l’Amministrazione Avantario nel progetto finanziato dalla U.E. - o/e dell’Arpa Puglia, l’organismo che sovrintende su scala regionale alla verifica e gestione dei dati del monitoraggio ambientale».
