Per valorizzare la tradizione altamurana, affinché gli usi ed i costumi del nostro paese non vadano dispersi, la società che ospita la Fortis Trani ha cercato di recuperare una delle più antiche ricette legate al culto e alla celebrazione dei defunti. “Il grano dei morti”, pietanza ancora diffusa nelle cucine dei nonni della zona, nello stesso tempo, sconosciuta alle nuove generazioni, ha origini lontanissime. Affonda, infatti, le sue radici nell’ antica Grecia, quando le città dell’Italia meridionale divennero colonie ioniche.
Il grano veniva utilizzato nelle celebrazioni di commemorazione dei defunti, alla fine del mese di ottobre e durante quello di novembre. Rappresentava l’alimento simbolo della civiltà contadina. Secondo la tradizione gli ingredienti di questa particolare pietanza erano il grano unito alla melagrana, insieme venivano offerti a Demetra, dea dell’agricoltura, e a sua figlia Kore, rapita da Plutone, divinità infernale, poiché aveva assaporato i “chicchi rossi dell’Ade”.
Gli ingredienti necessari a preparare questo piatto gustoso e ricco di storia, sono ingredienti poveri e semplici: occorrono del grano bollito, condito con chicchi di melagrana, gherigli di noce e del vincotto (in altre città pugliesi viene utilizzato anche il cioccolato fondente). Nella ricetta tradizionale è previsto l’impiego del grano tenero, noi altamurani preferiamo adoperare il grano duro.
L’odore ed il sapore della tradizione rendono unico “U réjne di muért”, inconfondibile per il particolarissimo sodalizio degli ingredienti, gradito, anche, ai palati più giovani. Tuttavia, il rosso vivo dei chicchi delle melegrane, il giallo del grano, il marrone dei gherigli e del vincotto rimandano ai colori melanconici dell’autunno, e l’inconfondibilità di questo piatto è data proprio dalla presenza di questi colori. Colori della tristezza nel ricordo di un proprio caro defunto.
Domenica 7 novembre, nell'intervallo della gara Fortis Murgia vs Fortis Trani, ci sarà una degustazione gratuita. Il prezzo del biglietto (inclusa la degustazione) è di 10 euro. Donne e bambini non pagano.
