Una bella canzone di Morandi diceva: «Scende la pioggia ma che fa». Ci sembra di sentirla per bocca di due autorevoli esponenti dell’amministrazione Tarantini che si pavoneggiano affermando che l’emergenza è stata affrontata con successo grazie anche ai volontari. Più che pavoni, mi sembrano struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia, anzi sotto l’acqua.
Vorrei chiedere se non è meglio prevenire piuttosto che curare e risolvere definitivamente gli atavici problemi che si ripetono ogni quattro gocce d’acqua. Non è la prima volta che si allagano il cimitero, il sottovia di Pozzo piano, via del Ponte romano: cosa aspettiamo, la tragedia? Cosa sta facendo di concreto l’amministrazione Tarantini per salvaguardare i cittadini dai pericoli che devono affrontare quotidianamente circolando per la città? E degli eroi volontari ci ricordiamo solo in questa occasione, o sarebbe meglio incentivare le associazioni con dotazione di mezzi e strutture che li rendano molto più efficienti nelle calamità?
I cittadini sanno distinguere i proclami dalle azioni concrete e sapranno giudicare e capire chi, veramente, ama Trani.
Pri Trani – Vito Cialdella
