Giacomo Pettinicchio è un allenatore con il quale abbiamo sempre preferito parlare di calcio. Da lui abbiamo anche imparato molto di calcio, perché il suo Trani fa scuola. Oggi, però, la voce del coach è bassa, il tono spento, il morale giù.
Il primo dicembre è sempre più vicino, Fasano ancora di più ed allora i rubinetti di Flora sul Trani fra venticinque giorni si chiuderanno per sempre. I remi in barca il presidente dimissionario li ha già tirati, il vice Alberto Altieri non demorde e continua a provarle tutte, la squadra vive una delle situazioni più surreali del mondo del calcio: essere seconda in classifica e forse giocare anche il miglior calcio della serie D senza avere pressoché un futuro. E domenica c’è il derby ad Altamura con la Fortis Murgia Irsina.
Mister, voi state meglio in classifica, ma peggio dal punto di vista societario. Complessivamente qual è lo stato di salute alla vigilia di questa partita?
Pessimo. Il problema societario è grave e non ci fa pensare alla Fortis Murgia più di tanto. Il primo dicembre si avvicina e, man mano che passano i giorni, il quadro peggiora ed io devo dichiararmi gioco forza pessimista. L’ho detto più volte e o riaffermo con maggiore forza: questa squadra fra poche settimane sarà smantellata, salvo miracoli. E questo mi fa stare veramente male, nonostante noi continueremo a fare il nostro dovere fino all’ultimo.
Si sente più deluso o tradito?
Entrambe le cose. Deluso per quello che si poteva e forse ci sarebbe ancora il tempo di fare. Tradito perché una squadra quadrata e con ambizioni come la nostra rischia di fare una brutta fine.
Dell’avversario che ci dice?
Squicciarini è bravo, a Trani l’avete visto. Riesce ad ottenere il meglio da una squadra che poi così tecnica non è. Però fa della compattezza e agonismo le armi migliori. Per noi sarà dura, ma so che i miei ragazzi daranno anche questa volta il massimo, a dispetto della pessima situazione in cui lavoriamo.
Formazione Trani?
Mi viene da sorridere amaramente se penso che, forse, per la prima volta potrò schierare la stessa squadra per due partite consecutive.
È vero che domenica scorsa Albano è fuggito via a partita finita?
No, ma era dispiaciuto perché è stato beccato da qualche spettatore che non ha avuto molta comprensione né per lui, né per una squadra che sta facendo miracoli in mezzo a tutti questi problemi. E che continuerà a lottare come nel suo e nel mio stile.
