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Trani allagata, per «Il vaso di Pandora» «è totalmente mancata la prevenzione»

Diciamo la verità, quando ci si trova di fronte ad eventi meteorologici di eccezionale portata non si può fare altro che contare i danni ad emergenza cessata. Questo è vero a due condizioni: primo che gli eventi siano di eccezionale portata; secondo che si siano attuate tutte le iniziative di prevenzione del caso. Ma quello che è accaduto a Trani lo scorso martedì 2 novembre può considerarsi un evento piovoso eccezionale? Sono state attuate tutte le misure di prevenzione per impedire ciò a cui abbiamo assistito? O forse siamo stati semplicemente spettatori di un evento annunciato?

Già dalle prime ore della mattina, infatti, le previsioni meteo annunciavano maltempo e percorrendo Via Pozzo Piano nel tratto compreso tra il sottopasso ferroviario e l’innesto con la S.S. 16 Bis, era possibile notare la presenza di numerosi cumuli di aghi di pino caduti dagli alberi a seguito delle piogge notturne. Era facile prevedere che l’imminente arrivo del maltempo con abbondanti piogge, puntualmente verificatesi e diffusamente annunciate dalla previsioni meteo, avrebbe nuovamente potuto causare disagi per possibili allagamenti, specie se le già insufficienti caditoie si fossero ulteriormente intasate proprio a causa della presenza degli aghi, ovviamente non rimossi. Quanto poi accaduto nel corso della mattinata in prossimità dell’ormai famigerato sottopasso ferroviario di Pozzo Piano è cronaca nota a tutti.

Ancora una volta, autovetture e camion finiti sottacqua, intervento dei vigili del fuoco per mettere in salvo i malcapitati ed incauti automobilisti, interruzione della viabilità con conseguenti disagi per molte ore. Tutti eventi che si sarebbero potuti evitare se solo si fosse provveduto alla pulizia delle caditoie ed alla verifica della capacità e della efficienza delle pompe di sollevamento ed eventualmente al loro adeguamento (sospendiamo ogni giudizio circa la corretta pendenza del sottopasso che si trasforma in una piscina “coperta”, cosa che andava verificata ed eventualmente corretta).

Ma si sa: quando si verificano eventi “eccezionali” … ! E’ quindi con chi ce la vogliamo prendere per i fenomeni meteorologici di portata così singolare e rara che ha sorpreso inermi i nostri “poveri” amministratori. Permetteteci però un cenno di indignazione per le dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti della Giunta e della maggioranza nelle ore e nei giorni successivi.

Invece di scusarsi con i tranesi per i gravissimi disagi patiti (stendiamo un velo pietoso sugli allagamenti occorsi nella stessa giornata al cimitero); anziché zittire per l’ennesima figuraccia rimediata, qualcuno ha avuto la faccia tosta di affermare che i problemi sono stati affrontati con successo e che alcuni Assessori con spirito di abnegazione si sono spogliati del ruolo e si sono trasformati in valenti volontari. Qualcun altro in provvidenziali interviste rilasciate alle televisioni locali, ha affermato che la responsabilità per essere finiti sottacqua è da attribuirsi solo e soltanto agli stessi automobilisti che non avendo rispettato il semaforo rosso (praticamente invisibile ai più) hanno deciso di passare comunque. Complimenti per l’esercizio retorico e per la celebrazione di auto-assoluzione.

Di fronte a tutto questo dobbiamo solo auguraci che in futuro Giove Pluvio sia clemente con la nostra Città. Ormai abbiamo tutti capito che in caso di pioggia (e non solo), la vera calamità per Trani è proprio questa Amministrazione.

Associazione «Il vaso di Pandora»

Il portavoce - Luigi Laforgia

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