«Entro un mese vogliamo trovare un imprenditore». Questo l’ottimistico annuncio di Aldo Pugliese, segretario generale regionale della Uil, in merito al futuro dei lavoratori della ex Filatura di Trani. «L’accordo di programma ex Filanto-Adelchi è la chiave per trovare ancora una soluzione. Ma altresì non ho dubbi che vada in porto il progetto della cementeria e sia rispettato l’impegno ad assumervi una quota parte dei lavoratori ex Franzoni», ha detto a sua volta il segretario provinciale della Uilta Uil, Luigi Mesaroli.
Le pubbliche amministrazioni si dichiarano a loro volta pronte a fare la loro parte. «La soluzione non dipende da noi – dice il vice sindaco, Giorgia Cicolani -, ma non lesineremo nulla per ricercarla insieme con gli altri soggetti istituzionali». «La nostra sfida deve quella di ricercare noi gli imprenditori – chiarisce l’assessore provinciale alla formazione professionale, Pompeo Camero, attrarli con tutte le iniziative di richiamo possibili, persino rivolgendoci a chi è in difficoltà. Possiamo mediare con le banche, dare incentivi, inventarci mille cose. L’unica cosa che non possiamo fare è inventarci noi imprenditori. Ma è opportuno non dividerci sul paino sindacale: serve coesione fra le sigle. E i politici non seguano gli umori della piazza».
Questo ed altro si è detto nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi nel palazzo di città, trasformatasi in un incontro pubblico aperto, soprattutto, ad una parte degli ex lavoratori della ex Filatura di Trani. Con i licenziamenti già in atto e stati d’animo apparentemente tranquilli, ma che a stento celavano tensione e preoccupazione, adesso i 147 operai aspettano un vero e proprio Godot, vale a dire un’entità dai tempi e contorni assolutamente imprecisati.
Anche perché, intanto, l’accordo di programma tanto decantato, partito già da un anno sia a Casarano, sia a Tricase, ancora non ha sortito risultati concreti: lì gli operai sono ancora tutti fermi.
Approfondimenti nel prossimo numero de “Il giornale di Trani”.
