Un “caso Trani” fortemente penalizzante. A fronte di una pianta organica che dovrebbe vedere impegnate ben 80 unità (il rapporto ottimale dovrebbe essere di una unità ogni 700/800 abitanti), in servizio ne sono 35. Solo l'inserimento dei precari a tempo determinato (gli ultimi, 19 unità) permette la garanzia di gran parte dei servizi prestati. E solo lo spirito di sacrificio e l'abnegazione dimostrati quotidianamente consente l'assolvimento degli innumerevoli compiti che la Legge affida alla Polizia municipale.
Se a Trani la carenza di organico è palpabile, ad Andria e a Barletta si può dire che la situazione è migliore. «Comunque dobbiamo andare avanti – dice il comandante della Polizia locale di Trani ed Andria, Antonio Modugno -, fra mille novità legislative, nonostante l’annosa assenza della Regione Puglia che, pur dovendo, non offre né formazione, né fondi, e farcela solo grazie all’intervento dei Comuni».
Insomma, un accorato appello in favore di una Polizia municipale che ha voglia e bisogno di confronto, aggiornamento, e lo fa ha fatto in un corso di formazione regionale organizzato a Trani dalla delegazione pugliese dell’Associazione nazionale dei comandanti ed ufficiali di polizia municipale (di cui è presidente lo stesso Modugno) e patrocinato dall’Assessorato comunale alal polizia municipale.
Nella sala conferenze dell’Hotel Trani si sono svolte ben quattro giornate di studio (dal 9 al 12 novembre), con la presenza di circa 600 operatori, per affrontare le più recenti novità legislative e regolamentari in materia di commercio, codice della strada, polizia giudiziaria e amministrativa. La conclusione del convegno è stata affidata al sostituto procuratore Marco D'Agostino in rappresentanza del procuratore di Trani Carlo Maria Capristo.
«Per essere all’altezza del compito – spiega Modugno - le polizie locali dovranno essere poste nelle giuste condizioni. Ma la Regione Puglia è assente: non è più procrastinabile l’approvazione di una legge riforma per ottenere gli strumenti necessari per svolgere tutti i compiti assegnati. I Comuni non possono sopperire a tutto. Lamentiamo la mancanza di risorse. Sono cinque anni che la Regione non risponde alle nostre istanze e, dopo l’assenza totale dell’assessore Minervini, ci rivolgiamo adesso al neo assessore regionale Dentamaro, auspicando l’apertura di un dialogo costruttivo e costante che porti alla riforma della legge regionale ferma all’89, e dunque per nulla congeniale alla normativa attuale. Il cittadino non è più quello di vent’anni fa. E l’agente di Polizia locale anche: la formazione è assolutamente necessaria con tutto quello che al giorno d’oggi i Poliziotti municipali devono affrontare».
(foto Luciano Zitoli)
