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Crisi Fortis, Morisco: «Ci sono i soldi? Chiacchiere. Ma io spero che qualcuno salvi il calcio a Trani»

Dallo scorso primo ottobre Vito Morisco è il cosiddetto “reggente” della Fortis. Direttore generale nell’organigramma che vedeva Antonio Flora presidente, adesso Morrisco è un signor “Uno, nessuno e centomila”. In ogni caso, designato proprio a da Flora a portare avanti a tempo determinato l’ordinaria amministrazione della squadra insieme con Giulio Cottino, oggi Morisco si trova nel delicato ruolo di essere un “uomo di Flora” costretto a fare lo spettatore di una disperata operazione che il vice presidente Alberto Altieri sta tentando di portare avanti per la salvezza del calcio a Trani.

Angelo Zottoli, ieri, ha parlato in luogo di un Petinicchio rabbuiato, andato via a fine partita senza dire una parola, se non un sarcastico “intervistate il sindaco”. Ed il suo “secondo” ha detto, fra le altre cose che «è difficile andare avanti anche perché non abbiamo riferimenti, non sappiamo con chi parlare». Una candida ammissione di disorientamento che abbiamo girato proprio a Morisco.

Direttore, il vice allenatore lamenta l’assenza di punti di riferimento, il che fa sentire la squadra ancora più allo sbando.

Ma no, c’è Alberto, ci sono io, c’è Giulio, c’è lo stesso mister. Però ammetto che è una situazione anomala ed io per primo non riesco a capire quale sarà il futuro del Trani. È inutile starci a nascondere dietro un dito.

Lei è a tutti gli effetti un “uomo di Flora”, quindi avrà anche modo di difenderlo d’ufficio. Però la domanda che tutti si pongono è perché il presidente lasci una squadra per un’altra a metà stagione.

Perché è stato preso in giro una volta, quindi alla seconda non è più stato al gioco e sono venuti meno i presupposti per continuare a fare calcio a Trani secondo Flora. Io mi auguro che qualcuno si dia da fare in questo momento, perché i problemi sono veramente seri adesso.

Pero, da quello che si è compreso, ci sono già delle sufficienti risorse economiche per andare avanti fino in fondo…

Dove sono queste risorse economiche? A chiacchiere si possono dire tante cose, ma la realtà è ben altra e, adesso, non c’è assolutamente niente.

Ma se ci fossero, servirebbe una figura di garanzia quale presidente di questa società. È circolato anche il suo nome.

Ma non scherziamo. Io più che fare il direttore sportivo non posso, non ho risorse per fare altro. Posso solo ribadire che se c’è qualcuno che vuole che il calcio a Trani continui, il presidente Flora è tranquillamente a disposizione, purché siano persone serie.

Se questa persona ci fosse, lei rimarrebbe a Trani? E dei giocatori cosa puoi dirci?

Non posso dire nulla per il semplice motivo che fino ad oggi non c’è nulla.

Insomma, è una squadra ad orologeria che da un momento all’altro rischia di scomparire.

Voglio sperare veramente di no, e che per il bene di Trani e dei tranesi qualcuno si faccia avanti. Se poi questo non accadesse, allora è chiaro che il primo dicembre ce ne andiamo tutti a casa.

 


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