Dai cento passi nel centro storico proclamati con orgoglio dal sindaco, Pinuccio Tarantini, ai dieci passi nel degrado del centro e basta.
Siamo in piazza della Repubblica, dove ancora oggi si convive con gli sgorbi viventi rappresentati dal rudere dell’ex bar Tre palme e dal bagno pubblico.
Proprio oggi, a sorpresa, abbiamo ritrovato il bar Tre palme aperto dopo anni di totale abbandono. Alcuni dipendenti comunali hanno effettuato un sopralluogo propedeutico, forse, ad una sistemazione che, per la verità, la città invoca da tempo immemorabile.
Esattamente un anno fa, dopo che già erano miseramente tramontate le ipotesi che avevano individuato in quella stessa struttura sedi decentrate di Amet ed Amiu, nonché uno sportello informa-giovani, dal palazzo di città veniva emanato il bando di affidamento in locazione dell’ex bar, struttura di proprietà comunale che fino all’inizio degli anni ’90 era una fiorente attività commerciale ma che, dopo essere stata chiusa, è piombata in una condizione di vergognoso degrado.
A giugno, a margine di un incontro pubblico, il sindaco informava dell’avvenuta aggiudicazione del bando alla società titolare della pizzeria “Pulcinella”, che da alcuni anni ha sede sulla vecchia statale 16 per Bisceglie, fra le Matinelle ed il ponte Lama. A distanza di cinque giorni la rettifica: «La commissione preposta alla valutazione degli atti ha richiesto alla società napoletana una serie di chiarimenti che questa deve ancora fornire. Quindi, è giusto parlare di un solo partecipante alla gara, ma non di gara aggiudicata».
Da allora, un silenzio assordante rotto oggi dal rumore delle scricchiolanti porte d’ingresso del locale, apparso alle nostre telecamere davvero in avanzato stato di degrado.
E se si parla di porte, quelle del vicinissimo bagno pubblico, di fatto, non esistono più: completamente corrose, mangiate dalla ruggine. I sanitari sono sempre fatiscenti, il pavimento non un inno alla salute, nel complesso la struttura versa in condizioni pietose.
Nel marzo del 2006 i bagni furono addirittura murati, soluzione che pareva il preludio alla loro demolizione. Invece, fra proteste a furor di popolo e mancanza di soluzioni alternative, si scelse di riaprirli e si è così ripiombati negli stessi problemi.
Fra i progetti, quello di realizzare nuovi bagni pubblici nel sotterraneo dello stesso bar Tre palme, ma con ingresso indipendente. Insomma, l’ex locale e la vicina latrina pubblica (perché diversamente non la si può chiamare) non sono solo accomunati dal degrado ed estrema vicinanza, ma anche dal fatto che il recupero del primo comporterebbe la soppressione della seconda. Ma poiché il primo presupposto non si verifica, anche il secondo viene meno.
