Solo in occasione dei comizi conclusivi delle campagne elettorali si era vista piazza della Repubblica così gremita. Merito, o demerito, a seconda dei punti di vista, del tanto discusso ministro dell’istruzione Maria Stella Gelimini, e della voglia degli studenti di Trani di fare sentire la propria voce contro le riforme sue e del governo, «provvedimenti che stanno precarizzando il sapere e rischiano di fare tornare la scuola indietro di quasi mezzo secolo – dice Livio Carenza, rappresentante d’istituto del liceo scientifico -, ai tempi delle storiche rivolte del ’68 che favorirono l’accesso all’università dei ceti sociali medio-bassi».
Studenti finalmente vivi e nella piazza viva, non virtuali attraverso le tastiere dei personal computer e le bacheche dei social network. Studenti che a Trani si sono ritrovati, numerosi e compatti, nella piazza centrale provenendo da tutti gli istituti superiori della città: Itc “Aldo Moro” e liceo scientifico “Valdemaro Vecchi” in prevalenza, con delegazioni anche dal liceo classico e psicopedagogico “Francesco De Sanctis” e dall’istituto professionale “Giovanni Bovio”, scuole nelle quali i problemi, logistici ed organizzativi, di certo non mancano.
Manifestazione vivace ed allo stesso tempo pacifica quella degli studenti tranesi, con un unico incidente di percorso legato all’accensione di un fumogeno da parte di un ragazzo che ha dovuto poi farsi riconoscere dagli agenti del Commissariato di polizia, episodio dal quale gli organizzatori prendono le distanze pur ribadendo che tutto si è svolto nella massima serenità.
