Un gazebo per stare fra la gente e parlare con la gente. Si è iniziato dal quartiere “Stadio”, «vogliamo proseguire così anche altrove – dice il segretario politico del Pd di Trani, Tommaso Laurora -. Vogliamo mostrare il nostro reale rinnovamento cominciando a misurarci concretamente con il polso della città».
Il quartiere Stadio, dunque, in testa alla scaletta delle priorità. Molti i problemi da risolvere in questa zona della città di quasi diecimila abitanti, tanti i progetti ancora scritti nel libro dei sogni. Il Pd, invece, presenta una proposta a suo dire facilmente fattibile: realizzare servizi con i soldi che i privati dovranno versare per la realizzazione dei loro progetti inseriti nei piani urbanistici esecutivi di imminente approvazione in consiglio comunale. Di questo aveva già parlato più approfonditamente nei giorni scorsi il capogruppo consiliare del partito, Fabrizio Ferrante.
Nel frattempo, il consiglio comunale si prepara ad approvare anche la cessione di un terreno, sempre in questo quartiere, in favore della futura parrocchia di San Magno. Nonostante, tutto, anche questo viene colto come un significativo raggio di luce.
L’iniziativa del Pd si è tenuta ad un passo da quella villa Guastamacchia in difesa del cui giardino si stanno battendo tenacemente anche i Verdi e, soprattutto, il comitato di quartiere “Stadio”, l’organismo dei cittadini sganciati dal politica ed attivamente impegnati nel territorio in cui risiedono. Per il Pd, «non un bacino di voti, ma una risorsa. A questi cittadini – conclude Laurora - non facciamo promesse, ma chiediamo indicazioni anche sui piccoli problemi, dalla mancanza di vigili alle barriere architettoniche, questioni per risolvere le quali non servono chissà quali grosse somme di denaro».
