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Arrestato 51enne andriese, aveva rapinato un camionista. Era custode di una cava di Trani

Nella serata di ieri il personale della Squadra di Polizia del Commissariato di Trani ha arrestato Porro Antonio nato ad Andria (BT) nel 1959, ivi residente, pluripregiudicato, già Sorvegliato Speciale di P.S., perché ritenuto responsabile, in concorso con persone da identificare, dei reati di rapina aggravata e porto abusivo di arma da sparo. 

I fatti contestati risalgono al 1° settembre, quando alle ore 6.35, il sig. L. M., imprenditore agricolo, informava telefonicamente il Commissariato di Trani di aver subìto la rapina di un autocarro Fiat Iveco 75 di proprietà di un’impresa orto-vivaistica monopolitana, con tutto il suo carico costituito da piantine di sedano e prezzemolo, ad opera di due malviventi, con volto travisato da passamontagna e armati rispettivamente di pistola e fucile a canne mozze, che si erano poi dati alla fuga a bordo di un’autovettura Audi A3 di colore nero.

L’immediato intervento sul territorio di pattuglie dipendenti e di un’unità eliportata del IX Reparto Volo della Polizia di Stato di Bari permetteva la localizzazione, intorno alle successive ore 8.40, del mezzo rubato in contrada Casa Rossa in Trani, nei pressi di una cava dove faceva servizio di guardiania il predetto Porro Antonio, alle dipendenze di un’azienda marmifera di Trani.

Raggiunto il mezzo in questione, veniva sottoposto a rilievi di Polizia Scientifica, quindi recuperato con tutto il carico, e restituito all’avente diritto. Contemporaneamente venivano attivate le fonti informative confidenziali che indicavano il Porro come uno degli autori della rapina e pertanto la Squadra di P.G. del Commissariato di Trani, dopo aver ricercato invano il predetto, eseguiva una perquisizione accurata nel gabbiotto in esclusivo uso al prevenuto, collocato nella suddetta cava; lì gli agenti rinvenivano degli indumenti, debitamente sequestrati, che successivamente il Porro riconosceva come suoi. In un secondo momento le due vittime della rapina, a cui venivano posti in visione i predetti abiti, riconoscevano gli stessi come quelli indossati in particolare dal malvivente con la pistola.

Nel prosieguo delle indagini, uno dei due rapinati veniva convocato in Commissariato dove aveva modo di ascoltare la voce e la cadenza del Porro riconoscendola come quella del rapinatore armato di pistola che lo aveva minacciato con l’arma puntatagli contro; peraltro, la descrizione somatica del predetto malvivente fatta dal L.M. combaciava con i caratteri antropometrici del Porro stesso.

Considerati quindi i numerosi riscontri investigativi, nonché il curriculum criminale del Porro, gravato da un’impressionante sfilza di condanne per reati contro la persona ed il patrimonio, questo Commissariato di P.S. redigeva una dettagliata informativa di reato che, come detto prima, portava all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti.

Il PORRO, al termine delle formalità di rito, veniva associato presso la locale Casa Circondariale, a disposizione dell’A.G. emittente.

 


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