Quasi un anno fa l'assessore Pina Chiarello fu protagonista di una vicenda che ha riscosso interesse anche da parte dei media nazionali (Studio Aperto). Nel gennaio di quest'anno la polizia municipale fece un blitz al ponte dell'amore in via Cecoslovacchia facendo una multa a tutti i "presenti". La Chiarello, che non era la "mandante" del blitz, balzò in prima pagina per alcune sue dichiarazioni e il "famoso gruppo" su Facebook. Oggi, 27 novembre 2010, è il sito di Max Hot a riavvicinare la Chiarello all'argomento caldo con un apposito articolo.
A stuzzicare l'interesse sull'argomento è l'articolo 257 del codice penale. «Sex in the car? Rischi tre anni. Un’ora di sesso nella propria auto più grave che rubare o svaligiare un appartamento: ed e' subito polemica. Il sesso in auto? Tra chi l’ha fatto, chi lo fa abitualmente e chi lo farà in futuro, chi ha peccato scagli il primo sedile. L’abitudine, però, non fa testo dinanzi alla legge: l’articolo 527 del codice penale che sancisce il reato di atti osceni in luogo pubblico condanna tutti gli amanti automobilistici d’Italia, come è stato ribadito pochi giorni fa da una sentenza della Corte di Cassazione» si legge sul sito.
Gli italiani però restano e, parere degli esperti, continueranno per molto tempo ad essere il popolo di quelli che fanno sesso in auto più di tutti. L'88% degli italiani, secondo un sondaggio fatto l'anno scorso da una rivista di psicologia, ha fatto sesso in auto almeno una volta e il 38% lo fa abitualmente. Secondo Max Hot invece, «il sondaggio condotto su 1270 giovani appartenenti alla community Studenti.it, otto su dieci lo fanno in macchina abitualmente, volenti (più) o nolenti (meno). Solo il 14% dichiara di trovarlo scomodo – per il mal di schiena c’è tempo! – e il 10% addirittura immorale».
Poi arriva il riferimento all'assessore tranese: «La rete, naturalmente, dedica ampio spazio al restante 76%, con consigli variamente autorevoli che vanno dal classico (se la macchina è a tre porte meglio usare i sedili anteriori, ma attenzione a non farle battere la testa sul tetto!), all’autorevole: cliccatissima all’inizio del 2010 la campagna di sensibilizzazione per coppiette lanciata su Facebook da Pina Chiarello, assessore all'Ecologia e Ambiente del Comune di Trani, e basata su tre regole-chiave: niente abbandono di fazzolettini e altri rifiuti per questioni sacrosante di igiene pubblica, attenzione alla sicurezza propria e altrui nella scelta del luogo in cui appostarsi, tutela nei confronti di potenziali e involontari spettatori, specie se bambini».
