Ma come fanno a resistere i nostri amministratori nei consigli comunali che si protraggono oltre la mezzanotte? Dipende dalla disponibilità di tempo e risorse economiche al momento.
Lo strumento migliore per placare i morsi della fame è sempre una buona busta di taralli. E questa volta, nonostante la “concorrenza in casa”, è stato l’assessore Chiarello a dispensarne a tutti, sindaco compreso. Così, iera sera, dopo le tante punzecchiature del passato, fra i due è finita «a tarallucci ed acqua».
Ma non è detto che sia sempre così. Nei paraggi vi sono tanti locali, ed importanti. E qualcuno si concede peccati di gola che finiscono addirittura per mettere a rischio la tenuta della maggioranza su provvedimenti delicati. Mitico fu lo sfogo di Beppe Corrado contro il capogruppo di Forza Italia Rino Savino, che mancò all’approvazione di una delibera importante proprio perché nel frattempo era a tavola. «Lui giù a mangiare la carne e noi qui a votare. E di quella bistecca neanche abbiamo sentito l’odore».
E pensare che, fino a qualche anno fa, si faceva la cosiddetta “pausa pranzo”. Anche perché, prima fra i banchi dei consiglieri e poi fra quelli degli assessori, c’era il buon cavalier Mimì Miranda. E giammai contraddirlo se non lo si faceva andare a casa per mangiare comodamente a tavola.
Altri tempi, però. Adesso basta una capiente busta di taralli piuttosto che farsi dare del «bisteccone».
