Caro Direttore,
condivido pienamente quanto da lei scritto sul numero 20 del giornale: «La trasparenza dei redditi e delle proprietà immobiliari di un qualsiasi esponente politico è una condizione essenziale per il corretto funzionamento ili una democrazia».
Come lei ha ricordato, a Trani esiste un obbligo morale che deriva da una delibera approvata dal Consiglio comunale nel 1984. Questa delibera non fu di iniziativa del sindaco Baldassarre, ma fu proposta da me, che all'epoca ero consigliere comunale e fu recepita dal sindaco e approvata all'unanimità dal Consiglio.
Leggo, nel suo articolo, che il Sindaco Tarantini e l'assessore Pappolla, insieme ai consiglieri comunali De Laurentis e Caffarella, hanno presentato le loro dichiarazioni dei redditi. E gli altri assessori? E gli altri consiglieri comunali? E i componenti dei consigli di amministrazione di Amet, Amiu, Stp?
Io penso che tutti gli amministratori debbano sentire questo obbligo morale, altrimenti non possono fare gli amministratori.
Il Sindaco ha nominato lui questi amministratori, li inviti formalmente ad adempiere a questo loro dovere. In mancanza, ritiri gli incarichi che ha loro affidato. Sarebbe un'azione significativa che sicuramente avrebbe il consenso dei cittadini tranesi.
Pietro Ferreri
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(n.a.) Ringraziandola per la puntualizzazione storica, caro professore sa come andrà? Che il sindaco ha fatto e continuerà a fare il suo, ritenendosi più che pago per questo. Ne stia certo, non si affannerà nel rincorrere casa per casa i suoi fidi. Non ne ha il tempo e probabilmente neanche la voglia. Siamo tutti adulti e vaccinati, e le responsabilità di questo deserto di informazioni sono chiaramente politiche, ma anche soggettive. Ed investono pure quelli che stanno dall’altra parte. Nell’uno e nell’altro caso, ne viene fuori un quadro assolutamente desolante.