Sì alla piscina comunale, ma perché sia pubblica ci sarà da sudare. «Noi ci metteremo il massimo impegno presso chi la realizzerà – dice il sindaco, Pinuccio tarantini – ma oggi non possiamo prevedere in questa sede di fissare questo paletto. Sarà possibile trovare un accordo solo in un secondo momento, quando il progetto prenderà forma». Questo è uno degli aspetti centrali della lunga discussione intorno alla «proposta di variante plano volumetrica ed approvazione progetto preliminare della piscina coperta polivalente» che fanno riferimento al contratto di quartiere “Sant’Angelo”.
Il provvedimento è stato approvato con 35 voti favorevoli, uno contrario (Caffarella) e 5 assenti. Punto di partenza, la mancata assegnazione di un lotto all’interno dell’area del contratto di quartiere e la necessità di trasferire in altra zona, vale a dire proprio accanto alla piscina, la prevista area commerciale formata da due strutture di vendita medio-piccole. Di questo già si era parlato nel corso del recente forum pubblico promosso dai Verdi nel palazzo Galleria, presenti sia il dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, sia il progettista del contratto di quartiere, Michele Sgobba.
I due tecnici hanno confermato tale impostazione e chiarito che solo con questo provvedimento correttivo i privati interessati dal progetto complessivo nell’ex zona 167 avrebbero realizzato i previsti centri commerciali, che in caso contrario sarebbero saltati.
Ed allora, in un progetto che pare più organico, centri commerciali accanto alla piscina e realizzazione dell’impianto sportivo per metà a carico dei costruttori interessati, per l’altra metà a carico di chi la dovrà gestire per trent’anni.
Ma tutto questo induce a frenare sul carattere totalmente pubblico della struttura acquatica. Insomma, si nuoterà sì, ma controcorrente.
