A Trani si pratica la compravendita dei voti? L’inquietante interrogativo questa volta viene dal nostro forum, ed è di quelli destinati ad aprire un ampio fronte di polemiche.
Rino Negrogno, della Federazione della sinistra, intervenendo a margine dai commenti intorno alla polemica sull’ospedale di Trani innescata dal consigliere del Pdl, Nicola Damascelli, afferma testualmente: «Noi della federazione della sinistra non "freghiamo" soldi a nessuno ma, proprio perché non “abbiamo i voti” e non li compriamo, siamo qui solo per passione rimettendoci i nostri soldi. Infatti ogni mese togliamo soldi alle nostre famiglie per pagare le spese (affitto, luce, condominio etc. etc.) che ci permettono di mantenere in vita il partito, ovvero un’idea. Ritengo che un’idea valga anche se è supportata da un solo voto “vero”».
Un’accusa grave, e che sarebbe gravissima e diretta se Negrogno avesse modo di documentare, anche evidentemente agli organi competenti, chi eserciterebbe la poco edificante pratica dell’acquisto di voti con il denaro. Buoni benzina, schede telefoniche, contanti? Da sempre tutti lo dicono e nessuno lo dimostra. Chissà che adesso non cambi l’onda.
Non c’è che dire: ad un anno e mezzo dal voto, il clima è già bello che acceso.
