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Provocazione Idv: «Ronde di disabili a Trani? Se l'amministrazione è incapace di controllare, allora facciamo ronde per tutto»

Vi è un confine molto labile tra il rispetto per i disabili, su cui non si discute, e le iniziative che possono essere utili a loro ed al senso civico dei tranesi come quella lanciata dall’amministrazione di Trani che prevede i disabili come ausiliari del traffico in carrozzella, segnalatori di infrazioni presso scivoli o parcheggi riservati.

E’ un "progetto" che si rivela come un'arma a doppio taglio sia per i disabili stessi, esposti ad eventuali ritorsioni di cittadini che già con gli ausiliari assunti durante il periodo estivo, avevano manifestato reazioni scomposte in occasione dei "richiami" al rispetto delle regole, sia per la nostra Amministrazione, che crea un precedente insidioso.

Non sarebbe stato più utile un percorso di educazione dei cittadini, un corso nelle scuole per avviare le future generazioni al rispetto delle regole?

Si è preferita, invece, la composizione di una specie di "ronda" che delega la facoltà del "controllo" delle regole a semplici cittadini e non al personale preposto, all'autorità.

L'istituzione comunale, pertanto, si defila due volte: nella prima rinuncia ad educare con iniziative mirate, che coinvolgano le forze sociali interessate, nella seconda delega il controllo delle eventuali infrazioni ad un elemento terzo.

Una mossa a rischio che si manifesta nella rinuncia a governare e, nello specifico, a controllare, autocertificando la propria incapacità alla verifica del rispetto delle regole.

Se seguiamo il percorso intrapreso dall’amministrazione i cittadini si sentiranno autorizzati a chiedere altre piccole ronde.

Ed allora, si chiederanno i tranesi, perché non utilizzare tre cittadini possessori di cani, per denunciare altri proprietari di cani che non raccolgono i bisogni degli stessi,  per le strade ed i marciapiedi della città?

Perché non assumere tre ingegneri "garanti" del buon funzionamento dell'Ufficio tecnico?

O tre cittadini operai che segnalino le buche e magari le riparino al momento?

O tre architetti per denunciare le future brutture edilizie ed urbanistiche.

O tre funzionari dell’Amet che controllino la legittimità dell’operato dei suoi amministratori.

Sebastiano de Feudis - Segretario regionale Idv


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