Sono 2674 le firme raccolte dai ragazzi della parrocchia San Giuseppe di Trani in poco più di due settimane, firme che vanno a sottoscrivere la petizione per la richiesta di uno spazio all'interno dell'area Lapietra. Ricordando un po' gli antefatti che hanno portato alla petizione: nel 2007 il campetto di via Falcone fu invaso da operai e macchine da lavoro che hanno potuto così erigere l'antenna di telefonia mobile attualmente posizionata in un angolo del campo.
Il campetto, sempre curato ed utilizzato dai giovani della parrocchia di San Giuseppe, da quel momento in poi è stato lasciato all'incuria generale dato che inutilizzabile. L'antenna è circondata giustamente da una protezione che invade per una buona parte il campo da gioco.
Il parroco don Vincenzo De Ceglie, così come tutti i parrocchiani non hanno mai digerito questo boccone amaro che aveva il gusto di un vero e proprio scippo. Dopo varie promesse da parte dell'amministrazione, la parrocchia ha scelto di muoversi con la petizione e la relativa richiesta (richiesta già effettuata all'inizio del 2010) in occasione del 150° anniversario della parrocchia San Giuseppe.
Uno spazio per i più piccoli, un "tempo" (nel senso figurato del termine) dove potersi ricreare, un oratorio, il sogno di don Aldo Martucci, primo parroco ricordato anche dal sindaco Giuseppe Tarantini alla fine della celebrazione su citata. Nell'ultimo Consiglio comunale la richiesta della parrocchia è divenuta oggetto di emendamento che l'assemblea ha approvato all'unanimità: 36 favorevoli e 5 assenti.
Oggi i primi firmatari della petizione, il parroco don Vincenzo De Ceglie, l'ex vice parroco don Dino Cimadomo, il diacono Vincenzo Selvaggio, Giuseppe Bindelli e Antonio Ragno, hanno consegnato la richiesta al Comune di Trani. I firmatari su citati hanno tra l'altro designato il dott. ing. Nicola Ronchi come professionista delegato a definire con l'amministrazione tutte le formalità tecniche.
Quindi 2674 persone che sostengono la causa e chiedono al Comune di non lasciare che questa promessa non resti tale ma diventi realtà. Il sindaco, tra l'altro, il 22 dicembre sarà impegnato a Barletta per firmare il Contratto con i ragazzi, un contratto scritto dall'associazione di Cino Tortorella, nel quale i sindaci della Bat si impegnano ad offrire spazi ed opportunità di socialità. Una firma che fa ben sperare per le intenzioni.
Intanto qualcuno chiede che non si parli di scippo perchè tale non è a parer suo. In senso figurato, lo scippo è appropriazione indebita di qualcosa che appartiene o spetta di diritto a un altro. A chi spettava il campetto? In realtà la parrocchia non ne era proprietaria ma lo curava e lo gestiva mantenendo un certo decoro dell'ambiente. Come dovremmo chiamarlo? Forse violazione di domicilio. La legge italiana prevede una sanzione penale di tre anni di reclusione per chi commette questo reato. Una situazione molto contraddittoria dato che questa pena (sempre in senso figurato) è stata scontata da chi ha subito il reato: i ragazzi della parrocchia.
