«Dalla strettoia al grattacielo: questo il destino di via Pozzopiano, di fronte a villa Telesio. Intorno vi sono palazzi di non più di cinque piani. All’epoca di Avantario era pronto l’esproprio ad un prezzo minore di Elton John, poi l’amministrazione cadde e non se ne fece più nulla. Oggi la strada viene ceduta gratuitamente, ma il palazzo s’innalza dismisura e su quella strada getterà un’ombra perpetua». De Laurentis, nel denunciare questo scenario, ha chiesto di rinunciare almeno all’undicesimo piano.
A Giuseppe De Simone, presidente della Commissione urbanistica, i conti del comparto non tornerebbero, soprattutto perché nel comparto vi sarebbe un suolo già di proprietà comunale. «Ed anche a me questi 33 metri di altezza paiono spropositati. Meglio sarebbe stato fare l’esproprio a suo tempo per allargare la strada».
Riccardo Gagliardi, del Pdl, ha a sua volta posto in risalto il fatto che «la presenza di un’area comunale all’interno di questo Pue apre un precedente importante e dobbiamo decidere con chiarezza cosa fare di quell’area senza che la collettività ci rimetta».
Anche Fabrizio Ferrante (Pd) ha colto questo problema e ha osservato, inoltre, che «vi è un passaggio dello schema di convenzione in cui i proponenti il Pue chiedono che il Comune venda la sua particela, la cui permuta non permetterebbe di realizzare un’unità immobiliare all’interno dell’erigendo fabbricato. Ci troviamo così di fronte ad un’ipotesi di vendita i cui termini vanno approfonditi».
«Ma l’esproprio non si poteva più fare perché eravamo in presenza della caducazione dei vincoli e, quindi, prima si doveva ridefinire l’area. L’altezza? È nella norma. La nostra unità immobiliare? Va venduta ad evidenza pubblica».
Dopo una serie di emendamenti, fra respinti ed approvati, il provvedimento è stato approvato con 19 voti favorevoli, 2 contrari (De Simone e Giuseppe Gagliardi), un astenuto e 19 assenti.
