La scorsa notte, a seguito degli ordinari servizi di controllo delle persone sottoposte a misure di prevenzione e sicurezza, personale della Squadra Volante del Commissariato di Ps di Trani ha proceduto all’arresto del sorvegliato speciale di P.S. Giovanni Ceci, nato a Trani nel 1972, resosi responsabile dei reati di:
1. resistenza a Pubblici Ufficiali, in quanto con violenza e minaccia tentava di opporsi ad un atto d’ufficio dei PP.UU.;
2. lesioni personali ai danni di un operatore della Polizia di Stato;
3. violazione agli obblighi imposti dalla Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno.
La Volante, infatti, poco prima si era portata presso l’abitazione del Ceci per eseguire il prescritto controllo di Polizia, poiché persona sottoposta alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno in Trani.
Ivi giunti, suonavano al citofono, cui rispondeva la madre del Ceci la quale, avendo appreso della presenza della Polizia, apriva il portone, consentendo l’accesso alla propria abitazione.
La signora riferiva di attendere il figlio sull’uscio della porta di ingresso poiché questi stava dormendo; atteso invano per alcuni minuti, presumendo l’assenza del Ceci Giovanni, gli operanti suonavano nuovamente, ma questa volta al campanello della porta di ingresso dell’abitazione. In detta circostanza, si presentava il padre del sorvegliato speciale, in evidenti precarie condizioni di salute, il quale chiedeva di pazientare perché probabilmente il figlio non trovava la carta di permanenza per l’annotazione del controllo. Anche la madre, aggiuntasi al consorte, ribadiva la stessa cosa.
Poiché tale perdita di tempo alimentava ulteriormente il dubbio che il Ceci Giovanni fosse assente, ad alta voce veniva chiesto al sorvegliato di avvicinarsi all’uscio e fornire chiarimenti in merito all’eventuale perdita della carta di permanenza. Quest’ultimo, anziché aderire alla richiesta, iniziava ad inveire violentemente contro gli operatori di Polizia, gridando loro di lasciare subito la propria abitazione.
Il Ceci veniva invitato a calmarsi e ad esibire la prescritta carta precettiva, ma il predetto, senza alcuna ragione, strattonava la madre, continuando ad imprecare contro i poliziotti.
I genitori tentavano a loro volta di calmarlo, ma il Ceci, appreso che il personale operante avrebbe controllato anche l’interno dell’abitazione, si avventava contro di loro spintonandoli e colpendoli con calci e pugni, cagionando ad uno dei due operatori delle lesioni traumatiche alla spalla destra, giudicate guaribili in tre giorni.
Tuttavia, verificata l’assenza di altre persone nell’abitazione, il Ceci veniva invitato a seguire gli operanti presso il Commissariato; anche in questa circostanza si opponeva e solo dopo una lunga opera di persuasione si convinceva ad aderire alla richiesta.
Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la locale casa circondariale, ove si trova attualmente ristretto a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente, nella persona del Pm di turno Giuseppe Maralfa.
