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Uffici pubblici nei locali privati, monito dei Verdi: «Almeno prendiamoci la sede dell'Asl»

Immobili presi in fitto, con molti soldi pubblici, per ospitare gli uffici degli assessorati della Sesta Provincia. Succede a Trani e per questo, nei giorni scorsi, ci sono state anche dichiarazioni entusiastiche da parte di alcuni soggetti politici per l'attribuzione (tutta da verificare in concreto) alla città di alcune sedi di uffici provinciali.

“Per quanto ci riguarda, invece, - dice il capogruppo consiliare dei Verdi, Michele di Gregorio - esprimiamo una forte preoccupazione per le modalità con le quali ciò avverrà: onerosi contratti di affitto di immobili privati e grande dispendio di danaro pubblico. Illuminante, a tal proposito, la scelta fatta dal Consiglio comunale, con una risicata maggioranza, alcuni giorni addietro, di allargare le possibilità di destinare a uffici un immobile originariamente destinato ad asilo pubblico in modo da poter ospitare uffici pubblici. Con una "bella" delibera, il Consiglio comunale ha cancellato un asilo pubblico in via De Gemmis, nel quartiere di Pozzopiano, perché in quei locali si possa fare altro, così come invece previsto dalla vecchia lottizzazione grazie alla quale erano stati realizzati i palazzi. Ma per quelle costruzioni – chiede di Gregorio - sono stati pagati gli oneri di urbanizzazione?”.

Secondo i Verdi, l’aspetto più scandaloso è che, nonostante la esistenza in città di alcuni immobili di proprietà comunale o comunque pubblica, si prevede la stipula di contratti di affitto con privati.

“In questo modo – continua il consigliere Francesco Laurora - l’ex ospedale di piazza Gradenigo (piazza Sant’Agostino), la struttura che ospitava l’Ipab Don Milani o anche l'immobile che ospitava l'ospedaletto di via Imbriani, possono continuare a languire nell’abbandono assoluto. Con i soldi destinati agli affitti, peraltro, chissà quanti immobili sarebbe possibile realizzare”. Il partito del “Sole che ride” lancia comunque una proposta all’amministrazione comunale tranese. “Rivendichiamo – scrivono i due consiglieri comunali in una interrogazione - la sede legale della Asl Bat perché il nostro Comune ha la possibilità di ospitare la struttura burocratica, a costo zero per l'amministrazione, presso l’ex ospedaletto. Oppure – concludono - anche in questo caso si provvederà ricorrere a immobili privati?”.


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