«Era insanguinato e spaventato, non sapeva che fare, qualcuno gli ha gridato di allontanarsi da lì perché sarebbe potuto esplodere il camion ed è saltato giù. Lì si è fratturato la gamba, ma credo che neanche se ne sia accorto. Nei suoi occhi vedevo terrore da una parte e necessità di un aiuto dall’altra. Sono stato il primo a soccorrerlo, gli ho portato dell’acqua ed una coperta, poi ho chiamato il 118. Erano le 6.50, non mi sono reso conto dell’orario in cui sono arrivati, in ogni caso mi sono tranquillizzato nel vederlo sempre cosciente». Questo è il racconto del signor Leonardo Gallu, residente in via Cilea, proprietario di uno dei box sui quali è piombato il tir stamani.
Un altro inquilino di quello stabile, Donato Paliotti, uno degli ex operai della Filatura di Trani, è il proprietario del box sul cui lastrico solare è effettivamente caduta la cabina di guida del tir. E lui ci ha anche mostrato i danni causati dall’incidente alle stesse autorimesse: pezzi di guard rail e pannelli fonoassorbenti sono schizzati dappertutto: un box di fronte presenta la serranda divelta e l’auto all’interno, quindi, bloccata. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per accatastare e rimuovere i detriti caduti in quel vicolo.
Intorno al cronista, nel giro di pochi minuti, si sono radunati molti altri inquilini. La loro domanda retorica è la più ricorrente del mattino: «Cosa sarebbe accaduto se fosse stato di martedì con il mercato settimanale?».
La risposta, forse, è nella natura stessa delle scelte urbanistiche che si sono fatte all’epoca. Abbiamo voluto che la strada passasse in mezzo ai palazzi con tanto di svincolo sotto casa? Allora teniamocela senza fare troppe storie: a questi problemi si sarebbe dovuto pensare per tempo con l’opportuna opera di prevenzione da parte di chi a queste cose è preposto.
