Troppo freddo, meglio non rischiare. Il precedente di Mario Rosini, che il 21 dicembre cantò in un duomo gelido, induce a non ripetere l’errore. E così il concerto del 2 gennaio, ai piedi o dentro la cattedrale, non si farà: rimandato alla prossima primavera. Davide Santorsola, Mimmo Campanale (e, pare, anche Gino Piazzolla e Gianni Losciale) avranno così più tempo per preparare meglio il programma dell’evento.
E così lo spettacolo, presentato come uno dei momenti di punta del Natale tranese, si potrà meglio strutturare e concepire per inquadrarlo nell’obiettivo annunciato: portare linfa alla cattedrale ed al centro storico per il riconoscimento quale patrimonio Unesco. Ma a marzo dovrebbe essere pronta piazza Quercia, e forse è anche questo il motivo del rinvio: a Pinuccio Tarantini piace sempre abbinare situazioni importanti, quindi anche questo appare marketing. Dello spettacolo.
Nel frattempo, però, il rinvio dell’evento porta un’altra notizia, forse la più gradita per i contribuenti: il Natale tranese costerà meno. Infatti, se la spesa annunciata era di 80mila euro e la realizzazione del presepe vivente non aggiungerà alcun costo aggiuntivo, è evidente che la sottrazione del concerto determinerà un risparmio. Oggi, nella conferenza stampa del sindaco per il bilancio del 2010 ed i programmi fino alle prossime elezioni, conosceremo di quale entità sarà il risparmio, consistente evidentemente nella spesa evitata del concerto.
E ci auguriamo di conoscere tutto il programma del Natale tranese, che ancora materialmente non abbiamo ma siamo certi che materialmente c’è.
