Sempre a margine della presentazione del libro di Vittorio Lentini, ieri l’autore ha stuzzicato il sindaco sul turismo culturale, offrendogli così la sponda per un’altra notizia. «Se l’ordine dei medici volesse fare un congresso di trecento professionisti – ha chiesto Lentini -, dove lo facciamo? Dove li mandiamo a dormire? Il turismo congressuale è una strada importante da seguire, sarebbe il completamento del progetto di quel gran sindaco che fu Francesco Paolo Mongelli».
Materiale copioso per trovare in Tarantini la risposta immediata: «Proprio l’altro ieri abbiamo avuto la prima riunione presso l’assessorato regionale all’urbanistica per richiedere i finanziamenti ai fini del centro congressi e teatro comunale: li avremo. Siamo convinti più mai che la sede giusta sia quella dell’Amet. Io, con tutto il rispetto, preferirei questa sede ad una tipo lo Sheraton di Bari. Con una sede strutturalmente organizzata come quella, a Bari i congressi non si farebbero più, anche se facessero, come ho sentito dire, una nuova sala congressi nella Fiera del levante».
Ma dal pubblico c’è chi invita a ponderare bene questo passo. Mauro Spallucci, direttore di banca e già presidente dell’associazione “Domenico Sarro”, fa notare che «i centri congressi sono bellissimi progetti, ma chi li gestisce oggi è in profonda perdita. Genova, San Giovanni Rotondo ed altri fanno cose bellissime, ma sono tutti in perdita. Anche i teatri sono tutti passivi. Quindi mi chiedo, ci sono le competenze? Forse sarebbe il caso di fare cose piccole per evitare di regalare illusioni».
Tarantini condivide solo in parte: «È vero, anche la Scala è in perdita, ma vi è pure un fatto di prestigio che si lega proprio al nostro passato. Il San Ferdinando fu il primo teatro stabile della Puglia. Io vedo quello di Trani alimentato con il minor numero possibile di risorse del Comune di Trani. In cambio, avremo soldi dalla Bat. Trani si è tenuta fuori della disputa sulla sede legale della nuova provincia, ma in cambio abbiamo ottenuto l’impegno economico della Barletta-Andria-Trani proprio sul centro congressi, quindi un riconoscimento di privilegio culturale alla città di cui sono orgoglioso. E vedo il suo valore nella sede, perché quella dell’Amet è eccezionale in un luogo eccezionale. A Lugano hanno un centro congressi architettonicamente normale, ma inserito nel parco. Orlando è la prima città turistica degli Usa perché è un centro congressuale». E Andrea Lovato conferma e rilancia: «La differenza tra il futuro centro congressuale di Trani e gli altri? Il nostro avrà un’anima, quella della città».
