«Faremo un sacrificio importante, ma non aumenteremo l’addizionale Irpef, nonostante il taglio dei trasferimenti statali dovrebbe indurci a farlo. Di contro continueremo con la politica delle agevolazioni fiscali in favore di determinate categorie economiche e ceti meno abbienti».
Le parole dell’assessore al bilancio, Nicola Pappolla, ma anche dello stesso sindaco, Pinuccio Tarantini, inducono a ritenere tramontata del tutto la speranza che l’addizionale Irpef, introdotta come tassa di scopo a copertura delle proprietà immobiliari da alienare, possa essere ulteriormente ridotto o rimossa come da programmi di partenza: ci toccherà tenercela e dovremo ringraziare se non ce l’aumentano.
Intanto, nel gestione tributaria 2010 in favore dei cittadini, Pappolla ricorda «non soltanto la riduzione della Tosap a beneficio dei commercianti della zona portuale, gravati da un pesante contenzioso giudiziario, ma anche quella delle aree fabbricabili ai fini Ici man mano che ci si allontana dal centro. Abbiamo anche modificato il regolamento Tarsu prevedendo esenzioni totali per i disoccupati e forti riduzioni per determinate classi sociali».
Sulla nota maggiormente dolente della sua ripartizione, quella dei mancati introiti dai locatori delle proprietà comunali, Pappolla annuncia la riscossa: «Per il recupero dei fitti attivi sono partite le prime diffide ed azioni legali, come anche le escussioni di polizze fideiussorie».
Poi precisa che sulle antenne non vi sarebbe alcuna morosità: «Chi le ha in funzione paga regolarmente, chi le tiene spente non lo fa perché non ne trae un utile».
In altre parole, a Trani si possono occupare suoli pubblici e non pagarli solo perché gli impianti sono spenti. «Il contratto – spiega Pappolla - dipende dal funzionamento dell’antenna. L’occupazione del suolo è un dato di fatto, ma se la controparte non ha gli utili, come paga?». Già, ma se la controparte non ha l’antenna accesa, allora quell’antenna che ci sta a fare?
Capitolo bar “Tre palme”. Trani ama le pizze sottili, quelle con impasto doppio risultano indigeste. «Abbiamo invitato la pizzeria napoletana che aveva risposto al bando ad accettare l’immobile alle nostre condizioni, ma a quel punto la ditta ha inteso rinunciare. Dovremo riformulare il bando, vedremo in quale maniera». E quel sopralluogo da noi documentato e filmato lo scorso 16 novembre? Nessuno ci risponde perché nessuno ne sa nulla. Dunque, quel giorno, nel bar Tre palme qualcuno è entrato abusivamente possedendone le chiavi.
Si ricomincia da zero, si ricomincia con una smorfia non napoletana, ma tutta tranese.
