Ha regolarmente pagato il biglietto d’ingresso per la visita al campanile della cattedrale. Era da solo, quindi non pareva necessario accompagnarlo per una visita guidata. Arrivato in cima però, all’altezza della cuspide, ha rimosso una delle grate protettive delle monofore e si è seduto sul cornicione con i piedi penzoloni nel vuoto.
Minacciava di buttarsi di sotto per riavere sua figlia, come scritto sullo striscione esposto accanto a sé, ma poco dopo lo hanno raggiunto Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco ed operatori del 118, inducendolo a tornare dentro e scendere. Subito dopo, lo hanno accompagnato in tribunale, dove ha incontrato il presidente, Filippo Bortone, anch’egli in cattedrale insieme con le forze dell’ordine ed un sacerdote, per parlare direttamente con lui del suo problema familiare.
Un problema che non è nuovo e che avrebbe indotto l’uomo, un 40enne di Terlizzi, Giancaspro il cognome, ad altre manifestazioni plateali di protesta. A quanto si è appreso, peraltro, il Giancaspro ha chiamato tutte le televisioni per essere filmato, ma le forze dell’ordine sono state più veloci delle telecamere, che quando sono arrivate hanno potuto filmare un campanile già deserto.
In altre parole, la minaccia di lanciarsi nel vuoto sarebbe rimasta tale. Adesso è solo da chiarire quale esito avrà la complessa causa di affidamento della figlia, che gli sarebbe stata sottratta a seguito di separazione coniugale. Nel frattempo, però, il Giancaspro dovrà rispondere al sostituto procurarore di turno di procurato allarme.
