E adesso il Comune di Trani che fa? Che l’ente sia parte lesa nella vicenda “San Giorgio” è un dato di fatto, ma quale sarà la posizione ufficiale? Si attendono comunicazioni dal palazzo di città, ma nel frattempo non si può non porre in risalto che questa è una storia che viene da lontano.
Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza già agli albori del 2009 aveva fatto visita al palazzo di città per acquisire atti, o almeno informazioni, in merito al contratto fra Comune di Trani e San Giorgio Spa per il servizio di riscossione dei tributi. Oggetto dell’interesse delle Fiamme gialle era, in particolare, la fideiussione versata dalla società a garanzia degli interessi delle pubblica amministrazione.
Di questo problema si era occupato in un’interrogazione, il 4 dicembre 2008, il capogruppo del Pd Fabrizio Ferrante, richiamando casi analoghi verificatisi in altri comuni d’Italia e paventando possibili esposizioni finanziarie per il Comune, nei cui bilanci sono previste entrate eventualmente non coperte da fideiussione bancaria.
Il direttore di ragioneria dell’epoca, Cosimo Damiano Lasala, aveva in ogni caso smentito che le forze dell’ordine avessero acquisito atti presso la sua ripartizione, mentre precisava che «al momento siamo noi che stiamo compiendo tutte le opportune verifiche in merito a questa società e, pertanto, l’affidamento del servizio in proroga è stato sospeso. Si tratta di un impegno importante che merita, sicuramente, necessari approfondimenti preliminari, anche alla luce di circostanze verificatesi in altri comuni».
E di questi, appunto, parlava l’interrogazione di Ferrante: «La magistratura – scriveva il consigliere dell’opposizione - sta indagando sugli istituti di credito che hanno emesso polizze fidejussorie ad Alghero, Bologna e Foggia. La polizza fidejussoria rappresenta l'unico strumento di "garanzia" per l'esatto adempimento delle prestazioni verso i comuni, ed un loro mancato incasso avrebbe esiti catastrofici.
Ma un altro consigliere comunale, il Pdl Nicola Damascelli, sempre in un’interrogazione del gennaio 2009 rivolta al dottor Lasala, segnalava «le innumerevoli lamentele di cittadini tranesi riguardo l’impossibilità di pagare gli importi richiesti relativamente all’emissione dei verbali delle ingiunzioni Ici». Questo, a detta di Damascelli, accadeva perché «da notizie assunte mi risulta che la società che si occupa della riscossione coattiva dell’imposta comunale sugli immobili non può riscuotere per conto del Comune alcuna somma perché, a quasi un mese dall’inizio dell’anno (richiesta datata 9 gennaio) il dirigente non avrebbe vidimato le ricevute da rilasciare ai contribuenti all’avvenuto pagamento. È una situazione paradossale – commentava Damascelli -, che impedisce ai contribuenti di pagare perché i bollettari non vengono vidimati».
