«Questa mattina a Trani, città della pietra, si è consumata un’altra tragedia sul lavoro in un’azienda di marmi. Un’altra morte “bianca”. Che strano termine per definire queste catastrofi. Mi vien in mente la bara bianca che si usa per i bambini. Quando per disgrazia ti succede di vederla in effetti ti sembra più leggera portata a spalla. Povero Michele. Aveva già preparato l’albero ed il presepio per la sua famiglia.
Aveva già posato i doni da scartare a natale. Lo immagino mentre stamattina salutava la sua compagna: “Vado a lavorare, che fortuna”. Perché è morto Michele? Chissà quanti perché e quante certezze ora verranno fuori. Io vi scrivo perché non ho ne certezze ne domande da pormi o da porvi. Non è vero. Una domanda mi assale tra le lacrime: “La vita umana è il neo plusvalore del neo capitale?” Ma già so che mi accuserete di qualunquismo, opportunismo, partitismo, guevarismo et cetera. Ciao Michele. Buon Natale»
Rino Negrogno
