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Depuratore di Trani, soppresso il turno notturno e la domenica due turni su tre

A dispetto delle rassicurazioni verbali e formali, la presenza di Acquedotto pugliese a Trani sembra prossima ad assottigliarsi. Infatti, dopo le tante voci che avevano riguardato il presunto depauperamento dell’Ufficio territoriale dell’ente idrico, che ha sede in città e serve l’intera nuova provincia, ecco che adesso si profila una tutt’altro che piacevole cura dimagrante per il depuratore comunale di Trani: soppresso il turno notturno, soppressi due turni su tre la domenica.

La notizia non ha incontrato né conferme, né smentite presso Ufficio pubbliche relazioni dell’Aqp di Bari, ma se ne è avuto un riscontro indiretto da un documento che le sigle sindacali hanno trasmesso al sindaco, Pinuccio Tarantini, nella serata di ieri. Ed il primo cittadino, già particolarmente contrariato per le cattive notizie riguardanti l’Alberghiero a Trani, ha subito disposto la convocazione di un nuovo tavolo di concertazione preliminare ad ogni attuazione di tale disegno. Ma vediamo, più nel dettaglio, di che cosa si tratterebbe.

Dai primi giorni del 2011, dovrebbe essere soppresso il turno notturno di otto ore e, per quanto riguardo riguarda la domenica, anche quello pomeridiano. Questo a causa del trasferimento ad altre sedi di due unità lavorative del depuratore di Trani, il cui organico, di conseguenza, sarebbe adesso ridotto all’osso. Per fronteggiare questa carenza di personale, allora, Aqp avrebbe deciso di razionalizzare i turni.

Questo scenario esporrebbe depuratore a malfunzionamenti non controllati e, di conseguenza, il territorio a rischi precisi. Un eventuale guasto in orario non coperto potrebbe determinare versamenti di liquami nel mare, ma anche causare il blocco delle pompe di sollevamento, così che il centro storico potrebbe soffrire problemi di intasamento ed essere a sua volta invaso da liquami.

Peraltro, il depuratore di Trani non è di recentissima costruzione. Ed in estate soffre problemi di sovraccarico che determinano la diffusione di miasmi nella zona.

E non si può dimenticare la mancata realizzazione della prevista condotta sottomarina che avrebbe dovuto condurre al largo i reflui della lavorazione del depuratore. I lavori della condotta sono fermi da anni, ed il Comune ora si ritrova persino nella poco gradevole situazione di dovere riconoscere all’impresa esecutrice 240mila euro di risarcimento previa risoluzione del contratto. L’assenza di quest’impianto, di proprietà in questo caso comunale, adesso potrebbe diventare davvero pesante con i nuovi scenari che si andrebbero prefigurando.


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