Quasi un mese dopo lo "sconcerto" di San Domenico, giunge in redazione una lettera di Giuseppe Di Monaco, presidente del Gruppo Sindonico di Trani. Lo stesso Di Monaco ha ricevuto una lettera di scuse da parte di Francesco Schittulli, presidente della giunta provinciale di Bari nonché rappresentante dell'Orchestra provinciale.
Nella sera del misfatto gli orchestrali andarono via prima della fine del concerto tra lo stupore del pubblico e la rabbia degli organizzatori a causa di calcinacci che piovevano dal cielo. Di Monaco aveva inviato alla nostra testata una pronta lettera in cui dichiarava che l'Orchestra provinciale non avrebbe più avuto modo di collaborare con Trani dopo aver trattato in tal modo il pubblico presente.
L'iniziativa fu presa da un solo orchestrale quando mancavano circa 25 minuti alla fine del concerto. Lo stesso, spiegando senza microfono al pubblico la motivazione del suo gesto, coinvolgeva altri musicisti rendendo così impossibile la chiusura dell'evento. Gli organizzatori del Gruppo Sindonico dicevano di aver così ufficialmente chiuso tramite comunicato stampa ogni tipo di rapporto con l'Orchestra. Però Schittulli due giorni prima dell'ormai passato Natale ha inviato una lettera di scuse a Di Monaco nella quale spiega che «quel che per noi ascoltatori sembra naturale e sopportabile - come il freddo - non lo è per uno strumento a fiato o per il crine, che è parte di un archetto di uno strumento così delicato come il violino».
Schittulli prosegue, «mi piacerebbe che si utilizzassero gli strumenti della comprensione, che non consente scontri ma scambi costruttivi». Il presidente della giunta provinciale di Bari chiede che il concerto venga riproposto, senza ulteriori spese gravanti sul centro internazionale di sindonologia. Di Monaco ci tiene a sottolineare che nella lettera di scuse di Schittulli non vengano mai nominati i "fantomatici calcinacci" e che comunque il pubblico numeroso e qualificato non meritava quel gesto.
Chissà che la proposta di Schittulli non venga però accolta dal presidente del Gruppo Sindonico di Trani come un gesto distensivo per poter ridare fiato al rapporto tra il Gruppo Sindonico e l'Orchestra provinciale. «Non è forse la Sindone l'immagine a cui tutta l'arte anela nell'emulazione di bellezza, armonia e verità?» chiosa Schittulli. Speriamo che i rapporti possano riallacciarsi, anche perché in quell'occasione non ci fu modo di distribuire 6 kg di confetti che attendono una destinazione.
